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mercoledì 7 febbraio 2018

RESOCONTO DEL PRESIDIO DI OGGI E CONSIDERAZIONI SULLA SENTENZA DI ASSOLUZIONE

Una pagina da dimenticare per  chi crede nella Giustizia. Questa mattina, 7 febbraio 2018, si è svolto il nostro presidio davanti al Tribunale di Brescia, per chiedere Giustizia per i cani di Green Hill. Infatti proprio questa mattina era attesa la sentenza del così detto  processo Green Hill Bis nei confronti di 2 veterinari dell’ATS di Lonato del Garda (Brescia)  Roberto Silini e Chiara Giachini, imputati per i reati di falso ideologico in atto pubblico e omessa denuncia e  tre dipendenti dell’allevamento:  Cinzia Vitiello, Antonio Tabarelli e Antonio Tortelli, imputati per falsa testimonianza in quanto nel primo storico processo contro Green Hill (con condanne definitive, confermate anche in Cassazione) hanno taciuto o raccontato fatti non corrispondenti a quelli che avvenivano dentro il lager. Per i due veterinari il sostituto procuratore di Brescia, Ambrogio Cassiani ha chiesto 2 anni di reclusione, mentre  per i tre dipendenti ha chiesto 10 mesi.
Nulla di fatto, non solo il processo di questa mattina era a rischio prescrizione, con tutto ciò che ne consegue, ma addirittura gli imputati (tutti quanti) sono stati clamorosamente e inaspettatamente assolti! Sì, assolti! Ora attendiamo le motivazioni della sentenza ma, a caldo, ci sembra doveroso fare un paio di considerazioni.
Come tutti coloro che hanno seguito, udienza per udienza, il processo storico ai vertici di Green Hill, recandosi ogni volta in Tribunale, ricordiamo molto bene quando vennero sentiti in aula sia i veterinari sia i dipendenti, oggi imputati. Questi ultimi vennero richiamati più e più volte dal Giudice ed edotti sulle conseguenze penali della falsa testimonianza durante un processo. Perché era palese, per una serie di contraddizioni e reticenze da parte loro, che non stavano di certo dicendo il vero mentre venivano interrogati dal PM e dal Giudice. Quanto ai veterinari, ci ricordiamo benissimo degli stralci di mail che vennero letti in udienza dal PM e che riguardavano scambi di suggerimenti, “dritte” e quant’altro tra i vertici di Green Hill (Rondot, Bravi e Graziosi) e i veterinari dell’’allora ASL di Lonato (Silini e Giachini).
Ebbene ci chiediamo: quelle comunicazioni, disinvoltamente scambiate via mail, che contribuirono ad inchiodare i vertici aziendali (con condanne confermate in appello e Cassazione, ripetiamo!),  nel processo così detto Green Hill Bis non hanno avuto alcuna considerazione né peso per valutare la condotta di questi pubblici funzionari?
Durante il processo storico emerse con assoluta evidenza una chiara e netta complicità tra i vertici aziendali e i veterinari dell’ASL, nell’ammorbidire e pilotare i controlli, per favorire la tranquilla e indisturbata attività dell’allevamento. Controlli che , se fossero stati eseguiti con serietà e integrità, avrebbero fatto sì, con ogni probabilità, che Green Hill chiudesse molti anni prima o addirittura non aprisse mai! Grazie a questi  “controlli” invece è stata avallata l’uccisione sistematica e il maltrattamento, dimostrati ampiamente nel primo processo, ai danni di decine di migliaia di cani. A Green Hill, è bene ricordarlo, ogni mese venivano “prodotti” almeno 250 beagle per i laboratori di sperimentazione, mentre un numero imprecisato di cuccioli veniva soppresso per piccoli disturbi curabilissimi solo perché l’azienda riteneva più economico sbarazzarsene. Non ci si stupisca se sentenze come quella di oggi amareggiano moltissimo chi ha a cuore gli animali! E’ come fare un preoccupante balzo indietro! Si parla di esseri senzienti trattati come oggetti da cui trarre profitto. Profanati pure da una giustizia con la “g” minuscola. Confidiamo che il Pubblico Ministero presenti  appello perché  il metodo all’italiana del “due pesi e due misure” è tutto fuorché Giustizia.
Grazie di cuore a tutti i partecipanti e le partecipanti e alle famiglie dei beagle in affido che sono venute con i loro preziosi amici a 4 zampe, testimoni inconsapevoli e innocenti degli orrori di Green Hill.
Contro Green Hill, fino alla fine!

Comitato Montichiari contro Green Hill















Per approfondimenti:

rassegna stampa:


martedì 16 gennaio 2018

Presidio Giustizia per i cani di Green Hill 7.02.2018 a Brescia

Il Comitato Montichiari contro Green Hill organizza un presidio a Brescia, davanti al Tribunale, in concomitanza con l’udienza di mercoledì 07 febbraio 2018 dalle ore 9.00, per il così detto “processo Green Hill bis” che vede imputati due medici veterinari della Asl di Brescia Silini e Giachini, incaricati dei controlli pubblici nell’allevamento di beagle destinati alla sperimentazione, e tre dipendenti dell’azienda.
Ricordiamo che anche la Cassazione ha confermato le condanne per i vertici di Green Hill. Sono stati infatti confermati un anno e sei mesi per Ghislane Rondot, co-gestore della struttura, un anno e sei mesi per il veterinario dell’allevamento Renzo Graziosi, e un anno per il direttore dell'allevamento Roberto Bravi.
Nell'allevamento si praticava "l'eutanasia in modo disinvolto, preferendo sopprimere i cani piuttosto che curarli". Durante il processo fu appurato che dal 2008 al 2012, anno in cui finalmente Green Hill venne chiuso, morirono oltre 6000 cani per patologie curabilissime solo perché l’azienda, anziché curarli, preferiva risparmiare.
Ci siamo sempre chiesti come mai, prima dell’intervento della Magistratura e per anni e anni, dai controlli effettuati dall’Asl (ora ATS) di Brescia risultasse sempre tutto in regola in quell’inferno. Poi, durante le udienze del processo di primo grado ai vertici di Green Hill, abbiamo iniziato a capire. Poco a poco emerse una verità tanto sconcertante quanto semplice: vennero letti in udienza dal PM stralci agghiaccianti di mail scambiate tra i vertici dell’azienda e i veterinari dell’ASL in cui ci si accordava sulle date dei controlli, ci si scambiavano suggerimenti su come pilotare i controlli e via dicendo.
Fin dall’inizio abbiamo sempre dubitato di quei controlli fatti al momento "giusto" che davano sempre esiti perfetti per l’azienda. Fortunatamente la Magistratura ha portato a galla la verità e ora vogliamo Giustizia! Chi è stato complice di Green Hill deve essere condannato.
Siamo rimasti sconvolti da certe prassi e chiediamo che anche questo ramo del processo per i reati commessi ai danni dei beagle di Green Hill possa concludersi nell’unica e auspicabile maniera possibile: condanna per i veterinari dell’ ASL che hanno favorito per anni, con la loro condotta, un allevamento lager dove la vita di un cane valeva meno di un sasso.
Per questo invitiamo tutti e tutte a partecipare numeros* al presidio del 7 febbraio per chiedere GIUSTIZIA per i cani di Green Hill!

Il presidio è pubblico e tutt* siete benvenut* ma non saranno tollerati atteggiamenti violenti o aggressivi né atteggiamenti di stampo razzista, sessista o fascista.
Per noi, come disse Gandhi, “il Prossimo è tutto ciò che vive”.


Link di approfondimento:
Da Brescia Antispecista:
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=869681783220271&id=528031070718679

Altre fonti:
http://www.lav.it/news/green-hill-bis
http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/10/03/green-hill-la-vicenda-dellallevamento-di-beagle-approda-in-cassazione_1ffe7c5d-4c96-45d2-8f23-6c89e181c849.html
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_23/animalicidio-condannati-3-dirigenti-green-hill-10ff8998-a2e0-11e4-9709-8a33da129a5e.shtml



giovedì 23 novembre 2017

AGGIORNAMENTO udienza del 22.11.2017- processo Green Hill bis

Aggiornamento sulla udienza di ieri processo Green Hill bis.

Il processo ai Veterinari dell'Asl e ai dipendenti di Green Hill, coinvolti nel così detto "processo Green Hill bis", per i quali sono stati chiesti dal PM rispettivamente 2 anni di reclusione e 10 mesi di reclusione, ieri ha subito una battuta d'arresto.  il Giudice ha fissato una nuova, e si spera ultima, udienza per il prossimo 7 febbraio 2018 al termine della quale si attende la sentenza.


Il Comitato Montichiari contro Green Hill sarà presente alla prossima udienza del 7 febbraio 2018, davanti al Tribunale di Brescia, con un presidio di sensibilizzazione e  auspica che anche in questa appendice della triste vicenda che ha toccato il cuore di migliaia di persone qualche anno fa, possa trionfare la Giustizia, così come è accaduto nei tre gradi del processo ai vertici dell'allevamento con le conferme delle condanne.


*****



"Mercoledì 22 novembre in tribunale a Brescia si è svolta un’altra udienza nell’ambito del processo cosiddetto “Green Hill bis” che vede imputati due veterinari dell’Ats (ex Asl) e tre ex dipendenti per quanto avvenuto all’interno dell’allevamento di cani beagle a Montichiari, nel bresciano, ormai chiusoTra l’altro, i vertici della struttura sono già stati condannati fino all’ultimo grado di giudizio. Questo filone dell’inchiesta, invece, coinvolge i due medici Roberto Silini e Chiara Giachini rei di maltrattamenti e uccisione di animali, falso ideologico in atto pubblico e omessa denuncia.
Gli altri tre, tra Cinzia Vitiello, Antonio Tabarelli e Antonio Tortelli sono imputati per falsa testimonianza in quanto nel primo storico processo contro Green Hill non avrebbero detto la verità sui reali fatti che avvenivano nel canile. Per i due veterinari il sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani a capo del fascicolo ha chiesto 2 anni di condanna, mentre 10 mesi è la richiesta per i tre ex addetti. Nell’udienza di mercoledì sono intervenuti i legali dei due medici in loro difesa, mentre il timore dell’accusa è che si arrivi alla prescrizione.
Infatti, la sentenza era attesa già in precedenza, compresa in quella proprio di mercoledì, ma il giudice ha aggiornato il processo al 7 febbraio quando dovrebbe arrivare l’esito del primo grado. Il pensiero alla prescrizione riguarda il fatto che la vicenda potrebbe avanzare fino agli altri due gradi di giudizio, facendo chiudere la situazione anzitempo. Al “Green Hill bis” si sono costituiti parti civili la Lega Antivivisezione, Enpa e Legambiente.

mercoledì 22 novembre 2017

GREEN HILL BIS - riflessioni


Si è svolta questa mattina, presso il Tribunale di Brescia  l'udienza del cosiddetto processo "Green Hill bis" che vede imputati due veterinari Asl per falso ideologico, omissioni e alcuni dipendenti della società per falsa testimonianza e appena possibile vi aggiorneremo sugli esiti. 

Ci stupisce invece il silenzio dei media, come se ormai non interessasse a nessuno di quel processo. L'opinione pubblica digerisce le notizie e le dimentica in fretta, si sa. E' comodo per i sostenitori della s.a. e dello status quo far sì che i riflettori si spengano su una delle vicende giudiziarie più eclatanti e rivoluzionarie della storia recente in materia di diritti degli animali. Una finestra sulla crudeltà della vivisezione spalancata grazie allo sguardo dolce di 3000 beagle. Una accomodante e tranquillizzante maniera per distrarre le menti dall'inferno della sperimentazione animale con l'intento, nemmeno tanto velato, di assopire di nuovo le coscienze. E' vero, nel mondo vi sono drammi enormi e indescrivibili che ogni giorno mietono vite umane innocenti. Ma lottare per eliminare la violenza e la crudeltà perpetrata in danno degli animali, altrettanto innocenti, vittime di quotidiane sofferenze, torture e atrocità, è un primo e indispensabile passo verso la pace e l'armonia per ogni singolo essere che vive sul nostro Pianeta.
Quindi, vi esortiamo a continuare a lottare contro la vivisezione e contro ogni altra forma di ingiustizia, con il coraggio e la determinazione che contraddistinsero la campagna contro Green Hill, fatta da singole persone, non da sigle o da entità aliene!








domenica 8 febbraio 2015

FACCIAMO FESTA CONTRO GREEN HILL...

Ringraziamo tutte le persone che hanno sfidato il freddo per raggiungerci a Montichiari. La neve ha coperto la collina e ingentilito il paesaggio, ma ognuno di noi sa quali atroci sofferenze hanno subito i cani prigionieri in quei capannoni per decenni! 
Abbiamo festeggiato tutti insieme la fine di una assurda azienda che "produceva cani", consapevoli che la vivisezione non è sconfitta, non ancora. Oggi abbiamo brindato alla fine di Green Hill insieme a tanti beagle ex prigionieri ora felici e amatissimi da persone stupende. 
Abbiamo fatto il punto della situazione sul processo che si è concluso con una sentenza storica. Una sentenza che, ci auguriamo, ispirerà altri Giudici che si troveranno a dover amministrare la Giustizia in processi analoghi. Questa maggiore attenzione per i diritti degli animali è sintomo di una evoluzione culturale ed etica lenta ma tangibile. La strada è lunga e piena di difficoltà ma è quella giusta e noi la percorreremo fino alla fine perchè il rispetto per ogni essere vivente dovrebbe ispirare le nostre azioni quotidiane. Vivere in pace e in armonia con i nostri simili e con gli altri animali si può! 
Durante la festa, il Coordinamento Fermare Green hill ha ricostruito le tappe di una campagna studiata e fortemente voluta, narrata con cuore e sensibilità nel bellissimo libro "Fermare Green Hill". Ci siamo di nuovo tutti commossi ripensando a quanti cortei, quanti banchetti e presidi sono serviti per strappare via il sipario dietro il quale Green Hill operava indisturbata. 
Poi abbiamo brindato con tè caldo e vin brulè accompagnati da deliziosi dolci vegan (torte di ogni genere e lattughe) perchè anche nelle scelte alimentari ognuno di noi può fare la differenza e salvare molte vite. 
Un grazie speciale a Giovanni del gruppo Veg-Revolution e a tutto il gruppo delle Famiglie dei beagles in affido. 
Ringraziamo anche l'Amministrazione Comunale che ci ha consentito di organizzare questo evento nonché i molti giornalisti che oggi ci hanno raggiunto e che ci hanno accompagnato negli anni di battaglia con servizi e articoli su Green Hill, dimostrando sensibilità e attenzione per i diritti degli animali. Per il Comitato il prossimo impegno è partecipare alla passeggiata NO TAV del 14 febbraio prossimo a Peschiera per protestare contro la TAV che minaccia di cancellare miseramente un laghetto bellissimo, oasi naturale dal valore inestimabile. Si tratta del Laghetto del Frassino, vicino a Peschiera (VR), che ospita anche un santuario. L'arroganza e la prepotenza di questa opera faraonica lascia senza parole. Ricordiamo che ogni singolo km di TAV costa (soldi nostri) 61 milioni di euro. Riuscite a immaginare quante cose molto più utili si potrebbero fare (scuole-ospedali-case-posti di lavoro) con tutti questi soldi pubblici? Noi sì ed è per questo che faremo il possibile per salvare la nostra terra e le bellezze che essa custodisce. Grazie di cuore a tutti/e!

Per saperne di più sul Laghetto del Frassino e sul nostro comunicato stampa al quale hanno aderito fino ad ora ben 13 associazioni, vai a questo link: 


























sabato 24 gennaio 2015

GREEN HILL E ASL


Vogliamo che venga fatta chiarezza sui controlli ASL pilotati e che venga fatta Giustizia se risulteranno responsabilità e colpe. Non accettiamo che pubblici ufficiali pagati con i nostri soldi si prestino a giochetti e sotterfugi. Se qualcuno ha favorito/avvantaggiato Green Hill, dando dritte e suggerimenti o certificando che tutto era OK quando di OK non vi era un bel niente, dovrà risponderne!
Siamo lieti che la LAV abbia denunciato pubblicamente questa situazione (come da art. su Bresciaoggi di oggi, 24.01.2014)
Noi del Comitato Montichiari contro Green Hill, in un incontro svoltosi il 19 settembre 2012 con i responsabili Asl di Brescia, ricevemmo le solite risposte "è tutto a posto", "Green Hill è in regola" ecc ecc. Chissà se quei Dirigenti ASL ci risponderebbero allo stesso modo dopo esser stati sbugiardati dalla sentenza di ieri e da quanto emerso nel corso del processo.




venerdì 23 gennaio 2015

OLTRE GREEN HILL, FINO ALLA FINE! Le nostre impressioni sulla sentenza di oggi.

Oggi a Brescia, sentenza storica per i diritti degli animali. Il giudice ha accolto la tesi accusatoria del PM e ha condannato i vertici aziendali di Green Hill per animalicidio. Nel dettaglio, le pene comminate sono le seguenti: Renzo Graziosi, veterinario dell'allevamento, condannato a 1 anno e 6 mesi e segnalato all’Ordine dei Medici Veterinari di Pescara; Roberto Bravi, direttore di Green Hill , condannato a 1 anno; Ghislaine Rondot, Amministratore Delegato di Green Hill e gestore della Marshall Bioresources sede di Lione, condannata a 1 anno e 6 mesi; per tutti i condannati sospensione delle attività per due anni (cioè non potranno lavorare in altri allevamenti sul territorio nazionale) e pagamento delle spese processuali e del risarcimento danni in solido con l’azienda e, infine, confisca di tutti i cani; assolto invece il consulente di Green, Bernard Gotti per non aver commesso il fatto. Ricordiamo che in ogni caso Green Hill non potrà mai più riaprire come allevamento di cani da sperimentazione né a Montichiari né altrove. Rimane l’incognita di cosa ne sarà del complesso immobiliare sul colle, proprietà dell’azienda. 
Tutto iniziò con la Campagna Fermare Green Hill, promossa nel 2010 dal Coordinamento Fermare Green Hill che già da alcuni anni si stava muovendo per strappare il sipario dell’indifferenza dietro al quale si nascondeva e lavorava, secondo quanto è emerso durante il processo, con il benestare di ASL varie e Istituzioni, l’allevamento lager di Montichiari. Noi come Comitato siamo nati poco dopo, in supporto a questa Campagna, nel maggio 2010 e da allora non ci siamo mai fermati: cortei, banchetti, raccolta firme per chiedere la chiusura di Green Hill, presidi, ma anche conferenze con i massimi esperti antivivisezionisti, proiezioni, eventi culturali perché l’informazione è la base di tutto! Conoscere, farsi un’opinione propria e poi agire!
Vogliamo sottolineare l’importanza di questa sentenza sia sotto il profilo processuale in quanto  crea un precedente che difficilmente potrà essere ignorato, sia sotto il profilo etico perché il fatto che la vittima sia un animale non può e non deve giocare a favore del carnefice. Questi cani, ricordiamo che in 4 anni ne sono morti oltre 6000, presso green Hill venivano privati di tutto, perfino del loro essere cani: per loro niente carezze, nessuna passeggiata all’aria aperta, cibo scadente (per tagliare i costi di produzione…), gabbie sporche, giornate tutte uguali scandite dal rumore e da temperature insopportabili. Sepolti vivi in assurdi e soffocanti capannoni in attesa di essere torturati nei laboratori di mezza Europa.
Un pensiero speciale per le fattrici, schiave destinate alla riproduzione forzata e spremute fino all’ultima goccia di sangue prima di essere gettate via a fine carriera come fossero immondizia. Durante il processo è emerso infatti che le beagle ormai inutilizzabili venivano cedute alla B&K in Inghilterra per l’estrazione di siero e altri emoderivati, sostanze preziose per i laboratori di sperimentazione animale. Doppio sfruttamento e doppio profitto!
Noi ricordiamo molto bene in che condizioni erano i beagle durante i giorni degli affidi, nell’estate 2012. Animali spenti, spaesati, impauriti ma con tanta voglia di vivere e di scodinzolare, desiderosi di iniziare quella strana avventura che è la vita. Loro, che una vita a Green Hill non l’hanno mai avuta.
Ora quegli stessi beagle sono al sicuro amati e rispettati come ogni essere vivente di questo Pianeta meriterebbe e ciò ci riempie il cuore di emozione e di gioia. Questa è la vittoria più bella!
Ci ripugna il solo pensiero che qualcuno, trincerandosi dietro la scusa di fare ricerca per il bene dell’Umanità, possa fare affari e lucrare sulla pelle degli animali. Che siano cani, scimmie, topi, gatti, furetti o ratti non fa differenza.
La battaglia alla vivisezione riparte, oggi 23.01.2015, con maggior forza e con la consapevolezza che prendere coscienza e aprire gli occhi è un dovere verso noi stessi e verso i nostri fratelli.
OLTRE  Green Hill, fino alla fine.

SG


lunedì 22 dicembre 2014

PROCESSO A GREEN HILL - UDIENZA DEL 22.12.2014

Questa mattina il Comitato Montichiari contro Green Hill, in occasione di quella che doveva essere l'ultima udienza del processo ai vertici dell'allevamento di Montichiari (BS), ha svolto un presidio pacifico per chiedere Giustizia per i cani di Green Hill. 
Nel corso dell'udienza odierna, conclusasi verso le ore 12.00, il Giudice ha sentito i consulenti tecnici della Procura (Dott. Moriconi) e degli imputati (Dott. Fornasier e Dott. Rueca) passando in rassegna una ad una tutte le schede dei cani sottoposti ad eutanasia che costituiscono il cuore del processo stesso. 
Molti i dubbi e  le perplessità: a cominciare dalle schede incomplete e contraddittorie; per esempio su molti cartellini si riscontrano contemporaneamente le diciture "morto alle ore ..." e "soppresso mediante eutanasia alle ore...". O un cucciolo muore da sé oppure viene soppresso, mica può morire due volte! Quale versione corrisponde a verità? E ancora, cani uccisi con il Tanax ma senza anestesia solo perchè presentavano sintomi come una semplice diarrea. I C.T. della difesa hanno precisato che la diarrea è spesso sintomo di parvovirosi, una malattia, secondo loro, mortale nell'80 % dei casi. Ok, ma la parvovirosi (come qualsiasi altra patologia) va prima diagnosticata e magari nel frattempo sarebbe stato utile tenere i cani in osservazione e somministrar loro un trattamento ad hoc per impedire la disidratazione. Il Consulente della Procura, Dott. Moriconi, ha infatti contestato ai colleghi sia una mortalità in percentuale così alta sia il fatto che questi cani non siano stati comunque sottoposti a trattamenti sanitari con farmaci specifici e flebo per mantenere l'idratazione ma semplicemente e sommariamente soppressi. 
Ha anche osservato che sui cartellini i dati riportati sono risultati pochi e scarni. Curioso che la difesa abbia aggiunto (e questo lo abbiamo sentito noi in udienza!) una frase che suona più o meno così:  "anche dove non c'è scritto sul cartellino, i cani venivano comunque anestetizzati con Isoflurane prima dell'eutanasia". Strana questa omissione! 'precisini' come vogliono apparire i vertici aziendali, che vantano i migliori protocolli di benessere animale (!), questa pare una dimenticanza non da poco! E che dire di quella scheda su cui è indicato che il cucciolo  SACRIFICATO, "sicuramente" affetto da parvovirosi presentava sintomi quali diarrea ma gli era stata somministrata una pomata oftalmica?! 
Inquietante altresì la scritta "tubo arancio" rilevata sulla scheda dell'ennesimo cagnolino soppresso. Ovviamente il Giudice ha chiesto lumi al riguardo e con fare serafico uno dei consulenti degli imputati ha asserito :"sarà stato utilizzato per riconoscere il cane, visto che essendo troppo piccolo forse non era ancora tatuato"! 
Su molte schede era indicato un antibiotico ad ampio spettro (Synulox) assolutamente inidoneo al trattamento della parvovirosi, la malattia che da sempre ha decimato i cani dentro Green Hill anche e soprattutto a causa del sovraffollamento di animali in quei luridi capannoni. Ma allora perchè veniva somministrato? 
La produzione di nuova documentazione da parte della difesa ha fatto guadagnare agli imputati un rinvio dell'udienza al 12 gennaio 2015 ore 9.00, mentre tutti ci aspettavamo in giornata, come preannunciato, finalmente la requisitoria del PM, le arringhe della difesa, gli interventi delle parti civili e soprattutto la sentenza. 
A parte i giochetti della difesa, e a prescindere da come andrà a finire il processo, un paio di colpi ben assestati Green Hill se li porta a casa né più né meno: divieto di ricominciare a produrre cani a Montichiari e nel resto d'Italia e 3000 beagle strappati a morte certa. Se poi si aggiunge la perdita di guadagni per lo stop forzato della produzione dal 18 luglio 2012 ad oggi, possiamo dire che Green Hill ha già perso. Un precedente in Europa e nel mondo di come la volontà delle persone, partendo dal basso con tanto impegno e credendo in ciò che si fa, può fare la differenza, può cambiare le regole e le leggi quando queste sono sbagliate e contro ogni etica, come nel caso della vivisezione. 
Attendiamo con il fiato sospeso il prossimo 12 gennaio perchè la Giustizia per compiersi a 360 gradi dovrebbe infine andare a colpire i responsabili che hanno nomi e cognomi e soprattutto la multinazionale che tirava i fili della fabbrica di Montichiari: la Marshall BioResources alla quale vogliamo che arrivi il messaggio forte e chiaro che nessuno ha il diritto di fare affari sulla pelle degli animali e trarne profitto come hanno fatto con i beagle di Green Hill per tutti questi anni. 
In un mondo che si piega alle logiche perverse del mercato e del business ad ogni costo, sappiano questi signori che a volte ci si imbatte in chi dice NO. Noi, insieme all'86% degli italiani (dati Eurispes, per gli scettici), l'abbiamo detto. No a Green Hill, no alla vivisezione!

rassegna stampa di oggi:











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Infine vi riproponiamo alcune foto scattate all'interno di Green Hill. Ecco il "soggiorno a 5 stelle", come qualcuno lo definì prima del sequestro del 18.07.2012.










(fonte foto: http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=32822#1
http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/bassa/esclusiva-viaggio-nell-allevamento-green-hill-1.1006248).