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sabato 22 ottobre 2016

TRITACARNE, IL LIBRO DI GIULIA INNOCENZI - IERI A BRESCIA

Grande partecipazione ieri sera a Brescia all’incontro con Giulia Innocenzi, autrice del libro “Tritacarne”. Edito da Rizzoli e in tutte le librerie dal 20 ottobre, questo libro è frutto di oltre un anno di inchiesta sugli allevamenti intensivi e svela come vengono prodotti la carne e il formaggio in Italia.
La data non era stata scelta a caso: proprio ieri  doveva esser pronunciata la sentenza di primo grado sul "macello degli orrori" Italcarni, ma è stata rinviata perché il giudice ha chiesto di acquisire nuovi elementi (tra cui il video). Giulia Innocenzi ha fatto rivelazioni scottanti sull'Asl di Brescia finora mai rese pubbliche. Con lei erano presenti anche il parlamentare Claudio Cominardi - M5S che con i suoi interventi alla Camera ha aiutato a far diventare il "macello degli orrori" un caso nazionale, e il consigliere regionale Giampietro Maccabiani, da tempo impegnato sull'ASL di Brescia.
Ora attendiamo la sentenza e con essa, ci auguriamo, la Giustizia.

LA VICENDA

Vi ricordate la vicenda del macello degli orrori? Vi proponiamo il punto della situazione a cura della LAC – sez Brescia

“L’inchiesta è nata da una denuncia della veterinaria ATS Erika Vergerio, gravemente ostacolata perchè cercava di applicare le norme sanitarie. Il 7 ottobre 2015, la procura di Brescia chiese ed ottenne il sequestro del macello Italcarni di Ghedi (BS) per i reati di maltrattamento animale, adulterazione di alimenti, frode nell’esercizio del commercio, falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti.Le sei persone indagate: il titolare dell’azienda Federico Osio che ha chiesto di patteggiare una pena di 2 anni e 2 mesi, i suoi fedeli collaboratori che hanno avanzato richiesta di pena inferiore ai 2 anni e i due veterinari Mario Pavesi e Gian Antonio Barbi dell ATS della Bassa Bresciana, che si occupavano del monitoraggio “ufficiale” del buon funzionamento della Italcarni accusati di chiudere gli occhi di fronte alle irregolarità.
Durante l’indagine è stata confermata l’ipotesi che molti animali arrivassero ai cancelli dello stabilimento già morti, confermati i maltrattamenti subiti dai bovini, gli esami effettuati sulle carni rilevarono valori batteriologici 50 volte superiori al consentito dovuti alle ferite inferte e poi infettate. I maltrattamenti sui bovini erano d’abitudine in quel macello: bovini agonizzanti trascinati sul pavimento, agganciati a delle catene, presi a bastonate per farli entrare all’interno del macello, pungolati, addirittura sollevati di peso con i bracci meccanici di muletti, infilzati in un bagno di sangue. Tutto documentato da immagini di telecamere installate  dalla procura durante le indagini e poi diffuse su internet da Giulia Innocenzi, giornalista che ha condotto inchieste sui vari allevamenti di animali “da reddito”. Immagini rivoltanti e chiare su quello che accadeva nel macello di Ghedi.
Ambrogio Cassiani, il PM dell’accusa, ha fino ad ora condotto egregiamente questa indagine e processo, dove è emerso che Mario Pavesi, uno dei veterinari che ha omesso le dovute visite ante mortem e post mortem, ha lasciato la piena disponibilità del bollo sanitario al titolare dell’azienda e ha assistito e mai impedito i gravi maltrattamenti sugli animali, mentre dall’inchiesta della giornalista Giulia Innocenzi si è saputo che Mario Pavesi non ha avuto nessun provvedimento disciplinare dall’ATS ma è stato semplicemente spostato in un altro macello a continuare la sua opera e che la Direzione Generale ATS di Brescia, che ha poteri e responsabilità sopra ogni suo dipendente, non ha mai preso o disposto provvedimenti seri verso i veterinari coinvolti in questa grave vicenda.
La giornalista ha rivelato che il direttore dell’ATS  della Bassa Bresciana ha emesso il provvedimento disciplinare per la Dott.ssa Erika Vergerio, la veterinaria che ha denunciato le gravi irregolarità  agendo secondo suo dovere, motivando tale provvedimento per un presunto danno arrecato all’immagine di ATS.
Mario Pavesi era già stato indagato in altre vicende giudiziarie e nonostante tutto, era stato nominato vicedirettore del distretto di Leno, dove ha poi operato nei modi sentiti al processo e visti nell’inchiesta di Giulia Innocenzi e per il quale ha affrontato il processo a Brescia. La LAC che si è costituita parte civile, ringrazia la procura di Brescia per impegno e auspica che ora le autorità preposte chiedano conto al Direttore Generale dell’ATS, per l’ operato fino ad ora svolto. Resta il problema di come vengono trattati gli animali allevati per la loro carne, una vita la loro, fatta di reclusione e sofferenza, che finisce in un macello che potrebbe essere uguale a quello di Italcarni.
Viene da chiedersi quanto siamo disposti a tollerare, quanta sofferenza vogliamo ancora infliggere, per nostre scelte egoistiche, dettate da interessi economici e da cosa mettiamo nel piatto.”
LAC Lega Abolizione Caccia Sezione di Brescia LAC – Lega Abolizione Caccia

IL PRESIDIO DAVANTI ALL’ASL:
Un anno fa il 17.10.2015, il Comitato Montichiari contro Green Hill organizzava un presidio davanti all'ASL di Brescia per protestare contro il macello di Ghedi (BS). Eravamo e siamo consapevoli che tutti i macelli sono luoghi di orrore e di tortura ma abbiamo voluto accendere un riflettore su questo perchè le persone si rendessero conto che l'orrore non è lontano da noi e impregna le nostre esistenze. Per noi è importante esserci, manifestare per chi non ha voce, per gli ultimi tra gli ultimi: gli animali. Per noi gli animali sono il fine, non il mezzo.



Link di approfondimento (in progressivo aggiornamento):










martedì 17 novembre 2015

SCANDALO ITALCARNI A GHEDI - Consiglio Comunale 19.11.2015

Apprendiamo dai giornali che il terreno e l'immobile occupati dal mattatoio Italcarni srl, sotto sequestro dal 7 ottobre scorso e indagato dalla procura per gravi maltrattamenti animali, adulterazione delle carni, falso in atto pubblico, smaltimento illecito di rifiuti, è di proprietà del comune che ha firmato una convenzione con Italcarni srl, che lo rende, secondo l'art.11 firmato, responsabile per ciò che avveniva all'interno della struttura convenzionata. Invitiamo il Sindaco Borzi Lorenzo, che tutti ricordiamo per le assurde affermazioni nell'intervista a " Servizio Pubblico"("Prima di essere macellata si è sdraiata già nel box dove c’è dentro merda "-"Agli animali va bene essere trattati da animali: si troverebbero male se tolti dal loro habitat") a porre in essere tutte le azioni per far luce su questa terribile vicenda e a diffidare la società in questione, per inadempienza degli obblighi, quale primo passo per l'eventuale rescissione della concessione. Lo inviatiamo inoltre a costituirsi parte civile nel processo che vede coinvolto il cognato Federico Osio, responsabile in prima persona dei gravi maltrattamenti agli animali ( come si è visto dai filmati diffusi dall'inchiesta di Giulia Innocenzi) . Giovedi 19 Novembre si terrà il consiglio comunale dalle ore 19.00, invitiamo tutti voi a partecipare e far sentire, in modo pacato e civile, lo sdegno per l'accaduto e dar voce agli animali ingiustamente e inutilmente seviziati ed uccisi. Per chi non potrà partecipare fisicamente, invitiamo a mandare, con toni pacati e civili, una mail al sindaco e giunta , con le richieste suddette:  

segreteria@comune.ghedi.brescia.it;urp@comune.ghedi.brescia.it; commercio@comune.ghedi.brescia.it
tel:
030 9058211


articolo Bresciaoggi di oggi 17.11.2015



martedì 3 novembre 2015

Macello sequestrato a Ghedi - rassegna stampa aggiornamento



Ringraziamo Radio Onda d'Urto per l'approfondimento sulla questione del macello sequestrato a Ghedi (BS) lo scorso 7 ottobre per gravi reati tra cui, in particolare, maltrattamento di animali. 
Grazie alle microcamere piazzate dalla Forestale su richiesta della Procura di Brescia, ne è uscito un quadro allucinante di inaudite ed efferate crudeltà inflitte ad animali già in stato di fortissimo stress emotivo perchè in attesa di essere ammazzati. 
Scene di ordinaria follia, dettate dalla lucida logica del profitto: abbattere più animali nel minor tempo possibile per fare più soldi. 
Se il macello riaprirà, siamo pronti a tornare in piazza per protestare e informare le persone sulla inaudita crudeltà e sulla inutilità dell'uccisione di migliaia di animali non solo a Ghedi, ma in tutti i mattatoi e a chiedere, in attesa che la società maturi scelte etiche ed empatiche verso tutti gli esseri viventi, almeno, e, ripetiamo, almeno controlli severi sugli operatori del "settore" e controlli altrettanto severi sui veterinari che lavorano in questi inferni di sangue. 
Vogliamo essere la voce di chi non può difendersi, di creature innocenti che sono soggetti e non oggetti. 
Gli animali sono come noi. Siamo noi, talvolta a non essere come gli animali.


qui l'intervista che abbiamo rilasciato con gli ultimi aggiornamenti 


domenica 1 novembre 2015

MACELLO ITALCARNI a GHEDI (BS) SOTTO SEQUESTRO DAL 7 OTTOBRE PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E ALTRI GRAVI REATI. AGGIORNAMENTO.

 MACELLO ITALCARNI a GHEDI (BS) SOTTO SEQUESTRO DAL 7 OTTOBRE PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E ALTRI GRAVI REATI. AGGIORNAMENTO.
Apprendiamo dalla stampa che i legali di Italcarni si preparano a valutare la possibilità di chiedere il dissequestro del macello. Terremo alta l'attenzione e se sarà necessario torneremo a protestare con presidi sia davanti all'ASL sia davanti al mattatoio.
GIUSTIZIA E VERITA' PER TUTTI GLI ANIMALI!
>>>
articolo di blitzquotidiano.it del 26.10.2015
Alla Italcarni di Ghedi gli animali destinati alla macellazione venivano maltrattati. Nemmeno l’amministratore unico Federico Osio, ha potuto negarlo. Anche perché ci sono le riprese effettuate dagli inquirenti a testimoniare il trattamento che veniva riservato agli animali. L’altro giorno Osio si è presentato con i legali Fausto e Alessandro Asaro nell’ufficio del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha coordinato l’indagine che ha fatto finire nei guai l’amministratore, quattro collaboratori e due veterinari del distretto di Leno, incaricati di effettuare i controlli necessari per la verificare il rispetto delle regole e la salubrità del prodotto. Per più di due ore Osio ha risposto ad ogni domanda.
Osio non si è nemmeno sottratto alle domande sul ruolo dei veterinari che controllavano il macello. «Nei controlli c’era leggerezza» avrebbe ammesso Osio, al punto che il bollo sanitario, quello che afferma la genuinità del prodotto, veniva apposto dal macello stesso. L’amministratore ha anche assicurato alla procura che il comportamento dei veterinari non era frutto di bustarelle o di regali.I legali si preparano a valutare la possibilità di chiedere il dissequestro – non prima però che vengano create le condizioni tecniche necessarie affinché non si verifichino più alcune condizioni a rischio – e eventuali riti alternativi .


venerdì 30 ottobre 2015

AGGIORNAMENTO CASO MACELLO SEQUESTRATO

Aggiornamento caso Macello Italcarni di Ghedi (BS) sotto sequestro dal 7 ottobre scorso per una serie di reati gravi, tra cui maltrattamento di animali, scoperti grazie alle microcamere installate dalla Procura.
Dai giornali abbiamo appreso particolari sconcertanti: “bovini agonizzanti trascinati sul pavimento agganciati a delle catene, presi a bastonate per entrare all’interno del macello. Ma addirittura sollevati di peso con i bracci meccanici dei muletti e infilzati in un bagno di sangue”.
Il 17.10 2015 abbiamo fatto un presidio davanti all’ASL di Brescia, preceduto da una protesta via mail rivolta all’ASL dato che 2 degli indagati per i reati suddetti sono veterinari dell’ASL.

Ieri abbiamo ricevuto in forma anonima queste 2 fotografie. Ovviamente non sappiamo se quanto riportato nello scritto corrisponda al vero. Ma ci siamo fatti delle domande: se fosse vero, come leggiamo dalla foto ricevuta in via anonima, che tale Dott. Pavesi era già indagato, come mai è stato messo come vicedirettore del distretto veterinario di Leno? Se fosse vero, chi l’ ha nominato vicedirettore di quel distretto? Da cittadini attenti ci chiediamo: perché il Dott. Scarcella, medico, Direttore Generale dell’ASL di Brescia, ha lasciato si nominasse quale vicedirettore del distretto di Leno un indagato? L’ ha nominato lui o l’ha fatto nominare? In ogni caso ci risulta che è il Direttore Generale colui che ha poteri e responsabilità sopra ogni altro dipendente, dirigenti inclusi*.

Navigando in rete abbiamo anche trovato un link interessante di quibrescia.it che riporta dirigente per dirigente gli stipendi che percepiscono all’ASL di Brescia (pagati con le nostre tasse e con i nostri contributi). Altro motivo per pretendere correttezza, serietà e trasparenza nel loro lavoro e controlli severi! Come mai, se, a detta di ASL stessa, le indagini a Italcarni sono iniziate a febbraio, il Direttore generale non ha preso le dovute misure? Come mai i 2 veterinari coinvolti nello scandalo sono stati solo “spostati” in altri macelli ad ottobre inoltrato (dopo il sequestro e dopo le proteste via mail e davanti all’ASL da parte di chi come noi chiede Giustizia e Verità per i più indifesi, gli animali? Noi ci poniamo molte domande e vorremmo altrettante risposte! Chi sbaglia, a qualsiasi livello, deve render conto e prendersi le sue responsabilità! 

Cogliamo l'occasione per lanciare un ennesimo appello: chi ha notizie o informazioni che potrebbero essere utili alla Procura, si metta in contatto con le Forze dell'Ordine. I mass media facciano la loro parte! Le persone hanno il diritto di conoscere la verità e di prendere posizione e coscienza di ciò che avviene dentro gli allevamenti, dentro i mattatoi, nelle stanze dei bottoni! Ricordiamo che i dipendenti di enti quali le ASL, compresi dirigenti e direttori, sono al servizio della collettività e non viceversa! 
Una parte di società civile non è più disposta a tollerare certi comportamenti e si indigna dinnanzi alla violenza perpetrata ai danni degli animali. Fosse per noi, aboliremmo i macelli subito, perché si può vivere bene anche senza uccidere e sappiamo che la trasformazione della società, la sua maturazione etica, è lenta anche se, fortunatamente, inarrestabile. Sino ad allora, sino a quando i macelli spariranno dalla faccia del Pianeta, ci batteremo affinché a queste vittime innocenti vengano riservati e riconosciuti il prima possibile rispetto e Giustizia.



* Da wikipedia: aziende sanitarie 
Il direttore generale è l'organo posto al vertice di un'azienda sanitaria locale o di un'azienda ospedaliera. Secondo l'art. 3 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 gli sono riservati tutti i poteri di gestione, nonché la rappresentanza dell'azienda; adotta l'atto aziendale, che disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'ente; è responsabile della gestione complessiva e nomina i responsabili delle strutture operative dell'azienda. È coadiuvato dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario, da lui nominati, che oltre ad assumere diretta responsabilità delle funzioni loro attribuite, concorrono, con proposte e pareri, alla formazione delle sue decisioni (è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dal parere reso dal direttore sanitario, dal direttore amministrativo o dal consiglio dei sanitari).
Secondo l'art. 3-bis del D.Lgs. 502/1992 il direttore generale è nominato dalla giunta regionale tra coloro che possiedono un diploma di laurea ed esperienza almeno quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti, aziende, strutture pubbliche o private, in posizione dirigenziale. Entro diciotto mesi dalla nomina deve produrre il certificato di frequenza di un apposito corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria.
Non esiste quindi un concorso pubblico per selezionare il candidato, ma la nomina avviene tramite un organismo politico.
Il suo rapporto di lavoro, così come quello del direttore amministrativo e del direttore sanitario, è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato, di durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni, rinnovabile. Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione, la regione risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione.
In caso di vacanza dell'ufficio o nei casi di assenza o di impedimento del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per età.

Sito ASL Brescia:

stipendi dirigenti ASL BRESCIA: 

lunedì 26 ottobre 2015

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO ITALCARNI - GHEDI (BS)

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO ITALCARNI - GHEDI (BS)
Dopo le ammissioni di responsabilità di Italcarni, attendiamo ulteriori sviluppi di questa scandalosa vicenda. Se sarà necessario, siamo pronti a tornare in piazza per chiedere GIUSTIZIA E VERITA' sia davanti all'ASL di Brescia sia davanti al mattatoio di Ghedi perchè fatti come questi non si ripetano mai più né in questo macello né altrove!
Vogliamo essere la voce dei "senza voce", di chi, all'interno di simili inferni, non trova nessuno che li ascolti e che li rispetti! Noi non li lasciamo soli!
Gli animali sono soggetti, non oggetti!
Seguiteci, vi terremo costantemente informati.
qui il servizio di ieri, 25.10.2015 di Telecolor:


sabato 24 ottobre 2015

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO A GHEDI

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO A GHEDI
Il PM Cassiani ha sentito per 2 ore il rappresentate legale di Italcarni, il macello sequestrato a Ghedi (BS) il 7 ottobre scorso per vari e gravi reati tra cui maltrattamento di animali.
Italcarni ha ammesso che tutte le contestazioni sono vere ma che non sapevano "della gravità delle azioni contestate".
Affermazioni che non meritano neppure di essere commentate.
A noi sta a cuore che venga fatta Giustizia per tutti gli animali che venivano seviziati sistematicamente nell'inferno di Italcarni per risparmiare tempo sulla catena di "smontaggio" e quindi per fare più soldi. Ricordiamo a questi signori che gli animali sono SOGGETTI e non OGGETTI!
In attesa che il Pianeta si diriga verso forme di vita eticamente più evolute, abbiate almeno la decenza di rispettare gli animali che quotidianamente massacrate!
>>>
Articolo di oggi, 24.10.2015 GIORNALE DI BRESCIA
Nel macello dell’orrore dove carne infetta veniva messa sul mercato le accuse diventano conferme. «Tutto quello che contestate è vero» ha detto in due ore di interrogatorio davanti al pubblico ministero Ambrogio Cassiani, il rappresentante legale dell’Italcarni di Ghedi, il macello messo sotto sequestro ad inizio ottobre. «Non sapevano della gravità delle azioni contestate, non pensavano di generare rischi elevati per chi avrebbe comprato carne» ha spiegato l’avvocato Alessandro Asaro, legale di Italcarni.
All’interno del macello di Ghedi, dove era presente anche un punto vendita per il pubblico, gli uomini della Forestale avevano trovato carne con valori batteriologici 50 volte superiori al consentito. Dal macello sarebbe uscita anche carne infetta da salmonella, stando alle analisi effettuate dai laboratori. Gli animali poi spesso venivano trascinati giù dai camion con catene in ferro, cadevano riportando fratture che non curate finivano per infettare la carne.
Azioni che sarebbero state filmate grazie alle telecamere installate dalla Procura che per la prima volta è riuscita a contestare una correlazione tra i maltrattamenti sugli animali e i conseguenti danni alla salute umana.



domenica 11 ottobre 2015

SEQUESTRO MACELLO DI GHEDI - PROTESTA VIA MAIL E PRESIDIO SABATO 17.10.2015

 SEQUESTRO MACELLO DI GHEDI - PRESIDIO DAVANTI ALL'ASL 17.10.2015
Il giorno 7 ottobre 2015, la Procura di Brescia ha chiesto e ottenuto il sequestro del macello Italcarni di Ghedi (BS). I reati contestati sono molteplici e tutti gravi: maltrattamento di animali, adulterazione di alimenti, frode nell'esercizio del commercio, falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti. 

Sei persone sono ad oggi indagate "tra di loro anche due veterinari dell’Asl della Bassa. Si sarebbero occupati del monitoraggio ‘ufficiale’ del buon funzionamento della Italcarni, spesso chiudendo un occhio o forse due. Pare che comunque anche l’azienda si fosse attrezzata, e si fosse dotata di un accurato meccanismo per autocertificare la provenienza e la ‘salute’ della carne poi macellata
Oltre ai due medici – accusati in concorso di adulterazione e contraffazione dei cibi, poi falso ideologico in atto pubblico – risulterebbero indagati anche il titolare dell’azienda e tre sue fedeli collaboratori. Accusati invece di adulterazione e commercio di sostanze alimentari nocive, frode in commercio, maltrattamento di animali, attività di gestione di rifiuti non autorizzata." (fonte http://www.bresciatoday.it/cronaca/italcarni-ghedi-sequestro-animali-sangue.html)

„Confermata l’ipotesi che molti animali arrivassero ai cancelli dello stabilimento già morti, e chissà da quanto tempo. Per non parlare poi dei maltrattamenti che sarebbero diventati un’abitudine: bovini agonizzanti trascinati sul pavimento agganciati a delle catene, prese a bastonate per entrare all’interno del macello. Ma addirittura sollevate di peso con i bracci meccanici dei muletti, addirittura infilzate in un bagno di sangue.“
(fonte:http://www.bresciatoday.it/cronaca/italcarni-ghedi-sequestro-animali-sangue.html)

Il Comitato Montichiari contro Green Hill invita a partecipare al presidio organizzato per sabato 17 ottobre 2015, ore 15.00-17.00 in via Duca degli Abruzzi a Brescia, davanti all'ASL per chiedere GIUSTIZIA E VERITA' su questo scandalo che vede ancora una volta gli animali trattati alla stregua di oggetti e non di soggetti senzienti quali essi sono!

Chiediamo che venga fatta chiarezza e che i Responsabili vengano puniti in modo esemplare e che vi sia trasparenza e fermezza negli enti preposti a settori così delicati come la Sanità, che, ricordiamo, non è un regalo dello Stato! La paghiamo noi con il nostro lavoro e con le tasse e quindi pretendiamo rispetto delle Leggi e delle regole ma ancor più pretendiamo rispetto per gli esseri viventi, di tutte le specie!

NB il presidio è pacifico pertanto non saranno tollerati atteggiamenti violenti né insulti gratuiti.

approfondimenti: http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/1328532_carne_illegale_indagati_due_veterinari/



SCRIVI ANCHE TU ALL'ASL DI BRESCIA PER ESPRIMERE LA TUA INDIGNAZIONE E PER CHIEDERE GIUSTIZIA PER GLI ANIMALI!

INVIA LA TUA MAIL A PARTIRE DA OGGI E FINO A SABATO 17 OTTOBRE, GIORNO IN CUI SAREMO DAVANTI AI CANCELLI DELL'ASL DI BRESCIA CON UN PRESIDIO DALLE 15.00 ALLE 17.00 CIRCA.
Nel post trovi gli indirizzi cui inviare la mail e un testo-tipo che puoi copiare e incollare. Se desideri personalizzare il messaggio, puoi farlo naturalmente ma ti chiediamo di evitare toni violenti e accesi. Le nostre armi sono la sensibilità e l’intelligenza. Grazie per la comprensione.
AIUTACI A DARE VOCE A CHI NON PUO' DIFENDERSI. GRAZIE!

Indirizzi:
distrvet.leno@aslbrescia.it; dip.veterinaria@aslbrescia.it

testo tipo:
“Egregi Signori,
In questi giorni ho appreso dai giornali del sequestro relativo al macello Italcarni di Ghedi. I reati contestati agli indagati - tra cui, vi sarebbero anche due Vostri veterinari - sono molto gravi. In particolare, e oltre al discorso igienico-sanitario della carne infetta che pare venisse tranquillamente certificata e messa in vendita (con evidente pericolo e danno per i consumatori), con la presente, sono ad esprimere la mia profonda indignazione per i gravissimi maltrattamenti inflitti agli animali prima di essere macellati, in spregio delle rigorose normative nazionali ed europee che regolamentano il benessere animale e la macellazione. Chiediamo che venga fatta piena chiarezza e che condotte così scandalose, contrarie alla deontologia professionale ma soprattutto all’etica, non si ripetano mai più! Non vogliamo generalizzare e sappiamo che molti professionisti sono persone integerrime veramente al servizio della collettività, ed è per questo che chiediamo che, qualora venisse confermata la responsabilità dei Vostri dipendenti, vengano adottate punizioni esemplari. Chiediamo inoltre che vi sia maggiore trasparenza e fermezza negli Enti preposti a settori così delicati come la Sanità. Chiediamo severi controlli sull’operato dei Vostri veterinari da parte del Direttore Generale, controlli che non sembra ci siano stati in questo particolare caso. Vogliamo il rispetto delle Leggi ma ancor più pretendiamo rispetto per gli esseri viventi, di tutte le specie, compresi quelli allevati per essere macellati.
Ringrazio per la cortese attenzione e porgo distinti saluti”
(Nome e cognome + città)

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