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sabato 22 ottobre 2016

TRITACARNE, IL LIBRO DI GIULIA INNOCENZI - IERI A BRESCIA

Grande partecipazione ieri sera a Brescia all’incontro con Giulia Innocenzi, autrice del libro “Tritacarne”. Edito da Rizzoli e in tutte le librerie dal 20 ottobre, questo libro è frutto di oltre un anno di inchiesta sugli allevamenti intensivi e svela come vengono prodotti la carne e il formaggio in Italia.
La data non era stata scelta a caso: proprio ieri  doveva esser pronunciata la sentenza di primo grado sul "macello degli orrori" Italcarni, ma è stata rinviata perché il giudice ha chiesto di acquisire nuovi elementi (tra cui il video). Giulia Innocenzi ha fatto rivelazioni scottanti sull'Asl di Brescia finora mai rese pubbliche. Con lei erano presenti anche il parlamentare Claudio Cominardi - M5S che con i suoi interventi alla Camera ha aiutato a far diventare il "macello degli orrori" un caso nazionale, e il consigliere regionale Giampietro Maccabiani, da tempo impegnato sull'ASL di Brescia.
Ora attendiamo la sentenza e con essa, ci auguriamo, la Giustizia.

LA VICENDA

Vi ricordate la vicenda del macello degli orrori? Vi proponiamo il punto della situazione a cura della LAC – sez Brescia

“L’inchiesta è nata da una denuncia della veterinaria ATS Erika Vergerio, gravemente ostacolata perchè cercava di applicare le norme sanitarie. Il 7 ottobre 2015, la procura di Brescia chiese ed ottenne il sequestro del macello Italcarni di Ghedi (BS) per i reati di maltrattamento animale, adulterazione di alimenti, frode nell’esercizio del commercio, falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti.Le sei persone indagate: il titolare dell’azienda Federico Osio che ha chiesto di patteggiare una pena di 2 anni e 2 mesi, i suoi fedeli collaboratori che hanno avanzato richiesta di pena inferiore ai 2 anni e i due veterinari Mario Pavesi e Gian Antonio Barbi dell ATS della Bassa Bresciana, che si occupavano del monitoraggio “ufficiale” del buon funzionamento della Italcarni accusati di chiudere gli occhi di fronte alle irregolarità.
Durante l’indagine è stata confermata l’ipotesi che molti animali arrivassero ai cancelli dello stabilimento già morti, confermati i maltrattamenti subiti dai bovini, gli esami effettuati sulle carni rilevarono valori batteriologici 50 volte superiori al consentito dovuti alle ferite inferte e poi infettate. I maltrattamenti sui bovini erano d’abitudine in quel macello: bovini agonizzanti trascinati sul pavimento, agganciati a delle catene, presi a bastonate per farli entrare all’interno del macello, pungolati, addirittura sollevati di peso con i bracci meccanici di muletti, infilzati in un bagno di sangue. Tutto documentato da immagini di telecamere installate  dalla procura durante le indagini e poi diffuse su internet da Giulia Innocenzi, giornalista che ha condotto inchieste sui vari allevamenti di animali “da reddito”. Immagini rivoltanti e chiare su quello che accadeva nel macello di Ghedi.
Ambrogio Cassiani, il PM dell’accusa, ha fino ad ora condotto egregiamente questa indagine e processo, dove è emerso che Mario Pavesi, uno dei veterinari che ha omesso le dovute visite ante mortem e post mortem, ha lasciato la piena disponibilità del bollo sanitario al titolare dell’azienda e ha assistito e mai impedito i gravi maltrattamenti sugli animali, mentre dall’inchiesta della giornalista Giulia Innocenzi si è saputo che Mario Pavesi non ha avuto nessun provvedimento disciplinare dall’ATS ma è stato semplicemente spostato in un altro macello a continuare la sua opera e che la Direzione Generale ATS di Brescia, che ha poteri e responsabilità sopra ogni suo dipendente, non ha mai preso o disposto provvedimenti seri verso i veterinari coinvolti in questa grave vicenda.
La giornalista ha rivelato che il direttore dell’ATS  della Bassa Bresciana ha emesso il provvedimento disciplinare per la Dott.ssa Erika Vergerio, la veterinaria che ha denunciato le gravi irregolarità  agendo secondo suo dovere, motivando tale provvedimento per un presunto danno arrecato all’immagine di ATS.
Mario Pavesi era già stato indagato in altre vicende giudiziarie e nonostante tutto, era stato nominato vicedirettore del distretto di Leno, dove ha poi operato nei modi sentiti al processo e visti nell’inchiesta di Giulia Innocenzi e per il quale ha affrontato il processo a Brescia. La LAC che si è costituita parte civile, ringrazia la procura di Brescia per impegno e auspica che ora le autorità preposte chiedano conto al Direttore Generale dell’ATS, per l’ operato fino ad ora svolto. Resta il problema di come vengono trattati gli animali allevati per la loro carne, una vita la loro, fatta di reclusione e sofferenza, che finisce in un macello che potrebbe essere uguale a quello di Italcarni.
Viene da chiedersi quanto siamo disposti a tollerare, quanta sofferenza vogliamo ancora infliggere, per nostre scelte egoistiche, dettate da interessi economici e da cosa mettiamo nel piatto.”
LAC Lega Abolizione Caccia Sezione di Brescia LAC – Lega Abolizione Caccia

IL PRESIDIO DAVANTI ALL’ASL:
Un anno fa il 17.10.2015, il Comitato Montichiari contro Green Hill organizzava un presidio davanti all'ASL di Brescia per protestare contro il macello di Ghedi (BS). Eravamo e siamo consapevoli che tutti i macelli sono luoghi di orrore e di tortura ma abbiamo voluto accendere un riflettore su questo perchè le persone si rendessero conto che l'orrore non è lontano da noi e impregna le nostre esistenze. Per noi è importante esserci, manifestare per chi non ha voce, per gli ultimi tra gli ultimi: gli animali. Per noi gli animali sono il fine, non il mezzo.



Link di approfondimento (in progressivo aggiornamento):










domenica 14 febbraio 2016

CASO ITALCARNI - RASSEGNA STAMPA


vi ricordate il MACELLO DEGLI ORRORI - ITALCARNI (GHEDI-BRESCIA) dove le mucche venivano trascinate con le catene e caricate con i muletti tra atroci sofferenze e con agonie strazianti? Ebbene, nonostante il sequestro, le ammissioni di reato da parte dei titolari e dipendenti coinvolti, nonostante le responsabilità dell'ASL circa i controlli e lo scalpore suscitato a livello nazionale sia per i maltrattamenti verso gli animali sia per la carne infetta messa in commercio, il macello riprende a "lavorare".
Il nostro pensiero va a tutti gli animali massacrati prima del sequestro e a quelli che verranno nuovamente massacrati nei prossimi giorni, mesi e anni.
Non abbiamo molto da aggiungere.
Se la grandezza e il progresso morale di una Nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali, come disse Gandhi, l'Italia (ma non solo....) si trova ferma all'età della pietra e di strada da fare l'Homo Sapiens ne ha ancora un bel po'.
Siamo certi che se ogni individuo dovesse ammazzare, decapitare, squartare, eviscerare, scuoiare e cucinare anche un solo animale, senza delegare il lavoro sporco ai vari macelli, i vegetariani e vegani sarebbero molti di più e gli inferni fatti di dolore e sangue molti di meno. Quando guardi negli occhi qualcuno è più difficile rimanere insensibile e distante.
Questione di scelte.
Dipende da noi, non fare, ma essere il Cambiamento.





Il Comitato Montichiari contro Green Hill, mobilitatosi per primo con un presidio molto partecipato davanti all'ASL di Brescia il 17 ottobre scorso, vi terrà aggiornati sugli sviluppi della vicenda giudiziaria e auspica, come invocato da LAV, la chiusura definitiva del mattatoio di Ghedi.
articolo di brescia Oggi del 13.02.2016

mercoledì 7 ottobre 2015

SEQUESTRO MATTATOIO DI GHEDI (BS)

Oggi, 7.10.2015 è stato SEQUESTRATO IL MACELLO DI GHEDI (BS); i reati ipotizzati comprendono anche maltrattamento di animali. 
Ringraziamo la Procura di Brescia e il Corpo Forestale dello Stato per il costante e coraggioso impegno in questo genere di indagini sempre molto difficili e delicate. 
seguiteci, vi terremo costantemente aggiornati!

Rassegna stampa:
da Corriere della Sera on line:
Ghedi, sequestrata l’Italcarni:
possibili maltrattamenti su animali
Per ora alcun commento da parte della procura, ma la situazione appare piuttosto complessa
di Wilma Petenzi
Alla Italcarni di Ghedi è scattato nelle prime ore della mattinata un sequestro preventivo disposto dalla procura di Brescia. Ad effettuare il provvedimento gli uomini del corpo Forestale dello Stato che hanno dovuto anche fronteggiare una situazione difficile per l’ordine pubblico. Gli uomini della Forestale stanno trasportando merce dal magazzino di via Artigianale 42 a Ghedi all’esterno: alcuni pezzi di carne sono stati portati fuori dal macello e verranno probabilmente ispezionati. Malumori da parte della proprietà.Per ora alcun commento da parte della procura, ma la situazione appare piuttosto complessa. Tra i reati ipotizzati ci sarebbe anche quello del maltrattamento di animali, ma gli agenti sono ancora al lavoro. Nei giorni scorsi il macello sarebbe anche stato teatro di un infortunio sul lavoro: un operaio, probabilmente non in regola con il contratto, avrebbe subito una ferita seria ad una mano.


Qui l'articolo di Repubblica.it
Gli abusi del sistema industriale di allevamenti intensivi sono finalmente all'attenzione di numerose Procure italiane.
In prima fila, non a caso, la Procura di Brescia, con il pm Ambrogio Cassiani, ben noto per aver portato avanti la vicenda Green Hill.
Nelle prime ore di questa mattina, alla Italcarni di Ghedi è scattato un sequestro preventivo disposto proprio dalla Procura bresciana. Al lavoro gli uomini del Corpo Forestale dello Stato che hanno portato via alcuni pezzi di carne che ora verranno probabilmente ispezionati.
Tra i reati ipotizzati ci sarebbe anche quello del maltrattamento di animali.
Il sequestro di Italcarni giunge qualche settimana dopo l’inchiesta Via Lattea svolta dai Nas di Cremona e della Procura di Brescia su un vasto traffico di farmaci veterinari illeciti utilizzati in allevamenti intensivi.
"Dopo lo scandalo del commercio dei farmaci e di doping illecito e di gravi violazioni nella macellazione", dice Roberto Bennati, vicepresidente Lav, "questo sequestro, probabilmente il primo caso relativo a una struttura per la macellazione legale in Italia. E conferma che si tratta di una filiera assolutamente inaccettabile, dove l’illegalità è molto diffusa. Gli effetti sugli animali sono gravissimi, veri e propri maltrattamenti genetici e farmacologici, a cui le Istituzioni devono porre fine quanto prima.”
"Ringraziando la Procura e il Tribunale di Brescia per l’importante lavoro di repressione di questi crimini, dobbiamo registrare ancora una volta che evidentemente i controlli giornalieri di competenza dei servizi veterinari dell’ASL non hanno portato alla luce nulla di queste enormi violazioni, dimostrando un sistema di controllo assolutamente inadeguato e incapace di tutelare gli animali e la salute dei cittadini”.
“Dopo l’inchiesta di Green Hill e questi nuovi scandali dovrebbe essere evidente al Presidente della Regione Lombardia Maroni che è ora di commissariare i servizi veterinari della ASL”.

MACELLO DI GHEDI (BS) - sequestrato questa mattina dalla Procura di Brescia con l'ausilio del Corpo Forestale.
qui alcune immagini, le prime che stanno diffondendo:
http://brescia.corriere.it/…/ghedi-sequestrata-l-italcarni-…