mercoledì 26 settembre 2018

VIVISETTORI ALLA CARICA?



VIVISETTORI ALLA CARICA?
Proprio qualche giorno fa, il 20 settembre, si è celebrato l’anniversario della definitiva chiusura dell’allevamento Green Hill di Montichiari (BS), avvenuta nel 2012, con annessa liberazione di quasi 3000 beagle destinati alla così detta sperimentazione animale, un termine gentile, o se si preferisce, ipocrita, utilizzato per indicare atroci e inutili esperimenti eseguiti sulla pelle degli animali. Ebbene il 24 settembre scorso, a Gargnano (BS), il popolo dei vivisettori si è riunito sotto l’egida di sigle ben note, per tentare di rivitalizzare un settore della ricerca che non riscuote molto gradimento tra l’opinione pubblica. L’ obiettivo? Promuovere e decantare l’utilità dei modelli animali (cavie di ogni specie: cani, gatti, scimmie, conigli, topi ecc.) tra gli studenti a partire dalla più tenera età: nell’articolo, di Brescia Oggi che riportiamo in calce, si parla di attività di “sensibilizzazione” praticata nelle scuole primarie (le elementari) con il coinvolgimento di oltre 100.000 (centomila) alunni e alunne. Per noi questa cosa è alquanto inquietante e diseducativa! Ci chiediamo quali argomenti questi pregiati scienziati e ricercatori abbiano utilizzato per spiegare a dei bambini così piccoli che infliggere dolore, sofferenza e morte ad un animaletto indifeso non solo sia utile ma addirittura necessario. A noi risulta che a livello internazionale, in realtà, si stia lavorando per  il superamento del modello animale da molti studiosi ritenuto inutile, fuorviante oltre che eticamente aberrante. Tant’è che a questo convegno gli organizzatori si sono ben guardati dall’invitare i rappresentanti dell’ECVAM (European Centre for the Validation of Alternative Methods) che ha sede in Italia. Eppure, perfino la direttiva europea, recepita con D.Lgs. n. 26/2014, indica la sperimentazione animale quale ultima ratio.
Ai ricercatori della vecchia guardia, evidentemente poco aggiornati sui metodi sostitutivi e sulle normative vigenti, vorremmo ricordare che la resistenza/ostilità che incontrano tra le persone quando elogiano i benefici della sperimentazione animale e l’obiezione di coscienza che finalmente si sta facendo strada nelle università, non sono frutto di una moda, come sostengono questi emeriti scienziati, ma di una crescita culturale ed etica della società civile. 
Si chiama Evoluzione, e non la si può fermare nemmeno con la vostra pseudo-scienza!

Di seguito 2 interessanti articoli di Brescia Oggi del 24.09.2018 da cui abbiamo tratto spunto per le nostre riflessioni.

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