martedì 10 novembre 2015

E TU CHE AVRESTI FATTO?

Abbiamo appreso delle 12 condanne per le persone che il 28 aprile entrarono a Green Hill e liberarono una settantina di cani destinati alla vivisezione, salvando loro la vita.

Fino a quando la legge considererà oggetti gli animali, sentenze del genere saranno all'ordine del giorno. Ma la legge NON è la Giustizia. Tocca a ciascuno di noi, promuovere il cambiamento. Sono le leggi che devono adeguarsi al sentire comune e non imporre una visione anacronistica e rigida della realtà sociale.
Speriamo che in appello vi sia maggior sensibilità ed elasticità da parte dei giudici.

Qui l'articolo di Bresciaoggi di oggi 10.11.2015




venerdì 6 novembre 2015

SALVARE UNA VITA NON E' REATO!

Lunedì 9.11.2015, presso il Tribunale di Brescia, in via L. Gambara, verrà pronunciata la sentenza per le persone che il  28 aprile 2012  liberarono e salvarono circa 70 beagle di Green Hill durante un corteo a Montichiari. Noi pensiamo che salvare delle vite, provare empatia, sottrarre degli animali ad un destino crudele di tortura e di morte non possa e non debba essere considerato un crimine. Si è visto successivamente, con il sequestro della struttura e con la condanna dei vertici di Green Hill, che i veri criminali erano altri...
Confidiamo più che nella legge, nel senso di Giustizia e nella benevolenza dei giudici verso persone che hanno agito con il cuore e che non hanno rubato nulla perchè gli animali non sono oggetti ma soggetti. La legge sbaglia a continuare a considerarli "cose". E' in atto una profonda trasformazione della società civile che sta acquisendo una coscienza etica molto chiara per quanto concerne il rispetto per gli animali!
Non è il popolo che deve adeguarsi alle leggi; sono queste ultime che devono recepire il sentire collettivo che non è immutabile ma cambia con l'evolversi delle coscienze. Per fortuna!

Solidarietà a chi fa del bene agli animali e alle persone perchè, come diceva Gandhi IL NOSTRO PROSSIMO E' TUTTO CIO' CHE VIVE"!

qui  un video indimenticabile di quella giornata:

https://www.youtube.com/watch?v=YDD2cjqQjUQ



martedì 3 novembre 2015

Macello sequestrato a Ghedi - rassegna stampa aggiornamento



Ringraziamo Radio Onda d'Urto per l'approfondimento sulla questione del macello sequestrato a Ghedi (BS) lo scorso 7 ottobre per gravi reati tra cui, in particolare, maltrattamento di animali. 
Grazie alle microcamere piazzate dalla Forestale su richiesta della Procura di Brescia, ne è uscito un quadro allucinante di inaudite ed efferate crudeltà inflitte ad animali già in stato di fortissimo stress emotivo perchè in attesa di essere ammazzati. 
Scene di ordinaria follia, dettate dalla lucida logica del profitto: abbattere più animali nel minor tempo possibile per fare più soldi. 
Se il macello riaprirà, siamo pronti a tornare in piazza per protestare e informare le persone sulla inaudita crudeltà e sulla inutilità dell'uccisione di migliaia di animali non solo a Ghedi, ma in tutti i mattatoi e a chiedere, in attesa che la società maturi scelte etiche ed empatiche verso tutti gli esseri viventi, almeno, e, ripetiamo, almeno controlli severi sugli operatori del "settore" e controlli altrettanto severi sui veterinari che lavorano in questi inferni di sangue. 
Vogliamo essere la voce di chi non può difendersi, di creature innocenti che sono soggetti e non oggetti. 
Gli animali sono come noi. Siamo noi, talvolta a non essere come gli animali.


qui l'intervista che abbiamo rilasciato con gli ultimi aggiornamenti 


domenica 1 novembre 2015

MACELLO ITALCARNI a GHEDI (BS) SOTTO SEQUESTRO DAL 7 OTTOBRE PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E ALTRI GRAVI REATI. AGGIORNAMENTO.

 MACELLO ITALCARNI a GHEDI (BS) SOTTO SEQUESTRO DAL 7 OTTOBRE PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E ALTRI GRAVI REATI. AGGIORNAMENTO.
Apprendiamo dalla stampa che i legali di Italcarni si preparano a valutare la possibilità di chiedere il dissequestro del macello. Terremo alta l'attenzione e se sarà necessario torneremo a protestare con presidi sia davanti all'ASL sia davanti al mattatoio.
GIUSTIZIA E VERITA' PER TUTTI GLI ANIMALI!
>>>
articolo di blitzquotidiano.it del 26.10.2015
Alla Italcarni di Ghedi gli animali destinati alla macellazione venivano maltrattati. Nemmeno l’amministratore unico Federico Osio, ha potuto negarlo. Anche perché ci sono le riprese effettuate dagli inquirenti a testimoniare il trattamento che veniva riservato agli animali. L’altro giorno Osio si è presentato con i legali Fausto e Alessandro Asaro nell’ufficio del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha coordinato l’indagine che ha fatto finire nei guai l’amministratore, quattro collaboratori e due veterinari del distretto di Leno, incaricati di effettuare i controlli necessari per la verificare il rispetto delle regole e la salubrità del prodotto. Per più di due ore Osio ha risposto ad ogni domanda.
Osio non si è nemmeno sottratto alle domande sul ruolo dei veterinari che controllavano il macello. «Nei controlli c’era leggerezza» avrebbe ammesso Osio, al punto che il bollo sanitario, quello che afferma la genuinità del prodotto, veniva apposto dal macello stesso. L’amministratore ha anche assicurato alla procura che il comportamento dei veterinari non era frutto di bustarelle o di regali.I legali si preparano a valutare la possibilità di chiedere il dissequestro – non prima però che vengano create le condizioni tecniche necessarie affinché non si verifichino più alcune condizioni a rischio – e eventuali riti alternativi .


venerdì 30 ottobre 2015

Protesta CIRCO ORFEI – un sms per dar voce agli animali!

Protesta CIRCO ORFEI – un sms per dar voce agli animali!

A Brescia in questi giorni è attendato il circo di Moira Orfei. La città e i paesi di mezza provincia sono tappezzati da cartelloni fosforescenti che invitano ad andare a divertirsi assistendo a spettacoli che sfruttano gli animali. Gli animali al circo non si divertono! Soffrono e vivono situazioni di stress emotivo e fisico sia durante gli spettacoli sia durante gli spostamenti, su camion e nelle gabbie, da una città all’altra. In viaggio verso la tristezza, verso un altro giorno grigio senza libertà, senza vita.

Il circo con gli animali in molti Paesi è già stato messo al bando. Si fa arte con la bravura non ammaestrando e ridicolizzando altri esseri viventi. Gli animali sono soggetti, non oggetti!

Se anche tu sei d’accordo con noi e vuoi un circo eticamente evoluto, manda un sms con la frase

“SI’ AL CIRCO, MA SENZA ANIMALI!”

ad uno di questi numeri:
333 5498227 oppure 340 3666524 (circo Moira Orfei)

334 907 9007 oppure scrivi una mail a diretta@radiobresciasette.it (radio Bresciasette, sponsor del Circo Orfei a Brescia)

Dai un suggerimento e incoraggiamento affinché gli animali vengano rispettati e lasciati in pace e al tempo stesso fai valere i diritti degli animali, dando voce a chi non può difendersi!

Se vuoi, puoi personalizzare la frase, ma ti raccomandiamo di non utilizzare frasi offensive o insulti. Le battaglie di civiltà per i diritti degli animali e non solo si vincono con pazienza e intelligenza.

NB i numeri e gli indirizzi mail si trovano on line qui:
http://www.moiraorfei.it/
http://www.bresciaonline.it/Aree/Tempo_libero/RadioBresciasette

qui altri suggerimenti su cosa fare quando un circo arriva nella vostra città:
https://www.facebook.com/events/464645440335002/



AGGIORNAMENTO CASO MACELLO SEQUESTRATO

Aggiornamento caso Macello Italcarni di Ghedi (BS) sotto sequestro dal 7 ottobre scorso per una serie di reati gravi, tra cui maltrattamento di animali, scoperti grazie alle microcamere installate dalla Procura.
Dai giornali abbiamo appreso particolari sconcertanti: “bovini agonizzanti trascinati sul pavimento agganciati a delle catene, presi a bastonate per entrare all’interno del macello. Ma addirittura sollevati di peso con i bracci meccanici dei muletti e infilzati in un bagno di sangue”.
Il 17.10 2015 abbiamo fatto un presidio davanti all’ASL di Brescia, preceduto da una protesta via mail rivolta all’ASL dato che 2 degli indagati per i reati suddetti sono veterinari dell’ASL.

Ieri abbiamo ricevuto in forma anonima queste 2 fotografie. Ovviamente non sappiamo se quanto riportato nello scritto corrisponda al vero. Ma ci siamo fatti delle domande: se fosse vero, come leggiamo dalla foto ricevuta in via anonima, che tale Dott. Pavesi era già indagato, come mai è stato messo come vicedirettore del distretto veterinario di Leno? Se fosse vero, chi l’ ha nominato vicedirettore di quel distretto? Da cittadini attenti ci chiediamo: perché il Dott. Scarcella, medico, Direttore Generale dell’ASL di Brescia, ha lasciato si nominasse quale vicedirettore del distretto di Leno un indagato? L’ ha nominato lui o l’ha fatto nominare? In ogni caso ci risulta che è il Direttore Generale colui che ha poteri e responsabilità sopra ogni altro dipendente, dirigenti inclusi*.

Navigando in rete abbiamo anche trovato un link interessante di quibrescia.it che riporta dirigente per dirigente gli stipendi che percepiscono all’ASL di Brescia (pagati con le nostre tasse e con i nostri contributi). Altro motivo per pretendere correttezza, serietà e trasparenza nel loro lavoro e controlli severi! Come mai, se, a detta di ASL stessa, le indagini a Italcarni sono iniziate a febbraio, il Direttore generale non ha preso le dovute misure? Come mai i 2 veterinari coinvolti nello scandalo sono stati solo “spostati” in altri macelli ad ottobre inoltrato (dopo il sequestro e dopo le proteste via mail e davanti all’ASL da parte di chi come noi chiede Giustizia e Verità per i più indifesi, gli animali? Noi ci poniamo molte domande e vorremmo altrettante risposte! Chi sbaglia, a qualsiasi livello, deve render conto e prendersi le sue responsabilità! 

Cogliamo l'occasione per lanciare un ennesimo appello: chi ha notizie o informazioni che potrebbero essere utili alla Procura, si metta in contatto con le Forze dell'Ordine. I mass media facciano la loro parte! Le persone hanno il diritto di conoscere la verità e di prendere posizione e coscienza di ciò che avviene dentro gli allevamenti, dentro i mattatoi, nelle stanze dei bottoni! Ricordiamo che i dipendenti di enti quali le ASL, compresi dirigenti e direttori, sono al servizio della collettività e non viceversa! 
Una parte di società civile non è più disposta a tollerare certi comportamenti e si indigna dinnanzi alla violenza perpetrata ai danni degli animali. Fosse per noi, aboliremmo i macelli subito, perché si può vivere bene anche senza uccidere e sappiamo che la trasformazione della società, la sua maturazione etica, è lenta anche se, fortunatamente, inarrestabile. Sino ad allora, sino a quando i macelli spariranno dalla faccia del Pianeta, ci batteremo affinché a queste vittime innocenti vengano riservati e riconosciuti il prima possibile rispetto e Giustizia.



* Da wikipedia: aziende sanitarie 
Il direttore generale è l'organo posto al vertice di un'azienda sanitaria locale o di un'azienda ospedaliera. Secondo l'art. 3 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 gli sono riservati tutti i poteri di gestione, nonché la rappresentanza dell'azienda; adotta l'atto aziendale, che disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'ente; è responsabile della gestione complessiva e nomina i responsabili delle strutture operative dell'azienda. È coadiuvato dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario, da lui nominati, che oltre ad assumere diretta responsabilità delle funzioni loro attribuite, concorrono, con proposte e pareri, alla formazione delle sue decisioni (è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dal parere reso dal direttore sanitario, dal direttore amministrativo o dal consiglio dei sanitari).
Secondo l'art. 3-bis del D.Lgs. 502/1992 il direttore generale è nominato dalla giunta regionale tra coloro che possiedono un diploma di laurea ed esperienza almeno quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti, aziende, strutture pubbliche o private, in posizione dirigenziale. Entro diciotto mesi dalla nomina deve produrre il certificato di frequenza di un apposito corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria.
Non esiste quindi un concorso pubblico per selezionare il candidato, ma la nomina avviene tramite un organismo politico.
Il suo rapporto di lavoro, così come quello del direttore amministrativo e del direttore sanitario, è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato, di durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni, rinnovabile. Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione, la regione risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione.
In caso di vacanza dell'ufficio o nei casi di assenza o di impedimento del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per età.

Sito ASL Brescia:

stipendi dirigenti ASL BRESCIA: 

mercoledì 28 ottobre 2015

Facile criticare, più difficile fare!


Abbiamo appreso con amarezza che ieri un sito antispecista ha scritto un articolo pieno di aspre e assurde critiche nei nostri confronti rendendo, a nostro parere, un pessimo servizio agli animali. A parte le inesattezze riportate (il nostro presidio si è svolto il 17.10.2015 a Brescia, davanti all'ASL e non a Ghedi, davanti al macello) il tentativo di farci passare per "supporters" della macellazione è patetico e ridicolo e non ci stiamo!  Da che pulpito (o piedistallo...) viene la predica? Da chi non ha neppure partecipato alla protesta  e parla senza cognizione di causa, in quanto ignora tutti i dettagli che ci hanno portato ad agire in emergenza, mentre altri gruppi, sicuramente più capaci e migliori di noi, interpellati fin dal 7 ottobre sul da farsi, hanno ignorato la nostra richiesta di aiuto e da chi, come gli autori di questo articolo, invece se ne sta comodamente seduto a sentenziare da un p.c...? Siate più onesti con voi stessi e meno ipocriti verso gli animali. 
La polemica nei nostri confronti nasce dal fatto che noi, consci dell'impossibilità purtroppo di una eliminazione istantanea dei mattatoi, abbiamo invocato un minimo di rispetto per gli animali che ogni giorno vengono sgozzati e squartati per poi finire in tavola. La nostra "colpa" è aver sottolineato che all'interno dei mattatoi le figure preposte ai controlli e al rispetto delle normative possono e devono lavorare seriamente. L'articolo inoltre è falso laddove parla di noi senza conoscerci. Si loda la campagna NOmattatoio senza sapere (o fingendo di non sapere) che il nostro Comitato non solo aderisce e supporta la stessa ma in zona ha partecipato attivamente a due presidi tenutisi a Brescia e a Montichiari l'estate scorsa. Quando si scrive un articolo è preferibile evitare decontestaulizzazioni e strumentalizzazioni di brani ritagliati alla meglio al solo scopo di far risaltare le proprie ragioni. Questa si chiama scorrettezza e fa ancora più  ribrezzo se utilizzata per affondare e infangare chi lotta dalla stessa parte e per le stesse vittime innocenti. Non raccogliamo queste sterili polemiche ma al tempo stesso non permettiamo a nessuno di offenderci e di infangare il nostro impegno.
A chi ci ha attaccato così arbitrariamente desideriamo rivolgere alcune semplici domande: voi siete in grado di far chiudere i macelli adesso? Non solo quello di Ghedi, ma tutti i macelli d'Italia? Siete in grado di offrire soluzioni alternative, all'interno dei mattatoi, rispetto alla figura professionale del veterinario,  pur sempre garante, per quel poco che si può, di quel rispetto doveroso verso animali che sono in attesa di essere ammazzati?  Siete sicuri che non sia anche grazie a qualche veterinario onesto che casi del genere vengono portati alla ribalta? Se avete le risposte e le soluzioni, allora e solo allora, avete il diritto di criticare chi si impegna in maniera disinteressata e sincera facendo ciò che può per  impedire che casi come questo di Ghedi vengano ridotti a mere notizie di cronaca, dimenticate il giorno stesso in cui vengono trattate dai media. Se non avete le soluzioni e le risposte, allora, scusate, ma le vostre critiche risultano farraginose e un tantino gratuite. La prossima volta, organizzate voi un presidio, scrivete voi un comunicato o il testo di una mail di protesta, scendete  voi in piazza con le vostre facce. Troppo facile stare a guardare e puntare il dito su chi si rimbocca le maniche e si mobilita senza secondi fini e senza offendere chi dovrebbe stare dalla stessa parte, quella degli animali!

Grazie per l’attenzione

Sara Gerevini -  Montichiari Contro Green Hill




lunedì 26 ottobre 2015

VEG IN FOLK AL CASTELLO DI GALLIATE (NO)

Ieri siamo stati ospiti al primo Veg in Folk, presso il meraviglioso castello di Galliate (NO).
Tanti momenti di riflessione ma anche di svago ben distribuiti nell'arco della giornata, conditi con cibo vegan e musica dal vivo.
Un ringraziamento agli organizzatori per la splendida cornice scelta e per l'efficiente allestimento.
Tantissime le persone che si sono fermate al nostro tavolo e che hanno firmato la nostra petizione all' ECVAM che trovate anche on line:
https://secure.avaaz.org/…/ECVAM_JRCECVAMCONTACTeceuropae…/…
segno che c'è per fortuna ancora tanto interesse a non dimenticare gli orrori di questa speudo scienza! A Gennaio inoltreremo le prime migliaia di firme raccolte all'Ecvam e chiederemo di dare riscontro alle nostre richieste.


























AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO ITALCARNI - GHEDI (BS)

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO ITALCARNI - GHEDI (BS)
Dopo le ammissioni di responsabilità di Italcarni, attendiamo ulteriori sviluppi di questa scandalosa vicenda. Se sarà necessario, siamo pronti a tornare in piazza per chiedere GIUSTIZIA E VERITA' sia davanti all'ASL di Brescia sia davanti al mattatoio di Ghedi perchè fatti come questi non si ripetano mai più né in questo macello né altrove!
Vogliamo essere la voce dei "senza voce", di chi, all'interno di simili inferni, non trova nessuno che li ascolti e che li rispetti! Noi non li lasciamo soli!
Gli animali sono soggetti, non oggetti!
Seguiteci, vi terremo costantemente informati.
qui il servizio di ieri, 25.10.2015 di Telecolor:


sabato 24 ottobre 2015

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO A GHEDI

AGGIORNAMENTO MACELLO SEQUESTRATO A GHEDI
Il PM Cassiani ha sentito per 2 ore il rappresentate legale di Italcarni, il macello sequestrato a Ghedi (BS) il 7 ottobre scorso per vari e gravi reati tra cui maltrattamento di animali.
Italcarni ha ammesso che tutte le contestazioni sono vere ma che non sapevano "della gravità delle azioni contestate".
Affermazioni che non meritano neppure di essere commentate.
A noi sta a cuore che venga fatta Giustizia per tutti gli animali che venivano seviziati sistematicamente nell'inferno di Italcarni per risparmiare tempo sulla catena di "smontaggio" e quindi per fare più soldi. Ricordiamo a questi signori che gli animali sono SOGGETTI e non OGGETTI!
In attesa che il Pianeta si diriga verso forme di vita eticamente più evolute, abbiate almeno la decenza di rispettare gli animali che quotidianamente massacrate!
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Articolo di oggi, 24.10.2015 GIORNALE DI BRESCIA
Nel macello dell’orrore dove carne infetta veniva messa sul mercato le accuse diventano conferme. «Tutto quello che contestate è vero» ha detto in due ore di interrogatorio davanti al pubblico ministero Ambrogio Cassiani, il rappresentante legale dell’Italcarni di Ghedi, il macello messo sotto sequestro ad inizio ottobre. «Non sapevano della gravità delle azioni contestate, non pensavano di generare rischi elevati per chi avrebbe comprato carne» ha spiegato l’avvocato Alessandro Asaro, legale di Italcarni.
All’interno del macello di Ghedi, dove era presente anche un punto vendita per il pubblico, gli uomini della Forestale avevano trovato carne con valori batteriologici 50 volte superiori al consentito. Dal macello sarebbe uscita anche carne infetta da salmonella, stando alle analisi effettuate dai laboratori. Gli animali poi spesso venivano trascinati giù dai camion con catene in ferro, cadevano riportando fratture che non curate finivano per infettare la carne.
Azioni che sarebbero state filmate grazie alle telecamere installate dalla Procura che per la prima volta è riuscita a contestare una correlazione tra i maltrattamenti sugli animali e i conseguenti danni alla salute umana.