venerdì 28 novembre 2014

GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL - PRESIDIO DEL 19.12.2014

Il Comitato Montichiari Contro Green Hill, dopo i presidi del 12.11.2014 e del 26.11.2014, anche in occasione della prossima udienza a carico dei vertici di Green Hill, organizza un presidio pacifico davanti al tribunale di Brescia VENERDI' 19 DICEMBRE per chiedere GIUSTIZIA e per tenere alta l'attenzione su un processo che ci sta particolarmente a cuore! 

Dopo i presidi con lo striscione "Giustizia per i cani di Green Hill" e le croci bianche, venerdì 19 dicembre porteremo 10 cartelli per chiedere GIUSTIZIA. Li distribuiremo ai partecipanti la mattina stessa del presidio. 
Il presidio durerà circa un'ora in modo che, chi lo desidera potrà seguire poi l'udienza.
Vi aspettiamo!

Il Comitato Montichiari contro Green Hill, nel pieno rispetto del lavoro del P.M e del Giudice che si stanno occupando del processo a carico dei vertici di Green Hill, intende ricordare all’opinione pubblica, con un presidio pacifico e silenzioso, l’importanza di un processo senza precedenti nella battaglia di civiltà contro la vivisezione e chiedere Giustizia per i 3000 cani salvati con gli affidi ma ancor più per le migliaia e migliaia di cani venduti ai laboratori o "sacrificati" perché “inutili” dall’azienda monteclarense in oltre 10 anni di attività!

Presto vi daremo maggiori informazioni!

GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL
PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI BRESCIA
VIA L. GAMBARA
VENERDI' 19.12.2014 DALLE 9.00 ALLE 10.00 CIRCA

evento FB: https://www.facebook.com/events/400257730124216/



mercoledì 26 novembre 2014

PROCESSO A GREEN HILL - PRESIDIO E UDIENZA 26.11.2014, le nostre impressioni.

Una ventina di croci bianche con altrettante immagini di beagle nati a Green Hill e "sacrificati" nei laboratori d'Europa in esperimenti tanto assurdi quanto crudeli.
Questa mattina, le abbiamo allineate davanti al Tribunale di Brescia nel corso del presidio che abbiamo organizzato per sottolineare l'importanza di un processo senza precedenti e per chiedere con fermezza Giustizia per i cani di Green Hill.
Nonostante la pioggia, molte persone - che ringraziamo di cuore - hanno aderito e ci hanno sostenuto in questa silenziosa ma determinata manifestazione. E deve aver sortito il suo effetto se l'avvocato difensore dei 4 imputati di Green Hill si è lagnato subito con il Giudice, ad inizio udienza, per la presenza di "animalisti" in protesta insinuando che simili episodi possono influire sulle sorti del processo o quanto meno creare un clima teso e poco sereno. Magari sperava, ingenuamente, che ci facessero sgomberare; eppure, essendo avvocato, dovrebbe conoscere almeno la Costituzione. Il diritto di manifestare le proprie idee è sancito e riconosciuto ai cittadini e alle cittadine dall'art. 21 Cost. mentre il diritto di riunirsi (anche) in luogo pubblico lo sancisce l'art. 17 Cost. “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.” Pensiamo alle migliaia di cani passati da Green Hill e macinati negli ingranaggi di questa fabbrica di morte per anni e anni. Sinceramente non ci interessa se gli imputati si sentono turbati. Lo siamo molto di più noi per tutti i cani sterminati dalla premiata ditta e per le assurdità che, di volta in volta   apprendiamo in udienza.
Ma a Green Hill il benessere degli animali era al primo posto! I cani “eccedenti”, gli “scarti”, quelli che le farmaceutiche non ritiravano per  i loro squallidi esperimenti, venivano donati, secondo gli esperti di Green Hill, ad associazioni non meglio precisate per adozioni, ma nessuno ricorda nomi né le modalità. Queste associazioni, pare suggerite dalla stessa Marshall, si trovavano in Germania, Olanda, Francia, Inghilterra. Alla domanda del Giudice “ma perché li mandavate all’estero e non in Italia? Non era forse più conveniente?” la risposta è stata beffarda e grottesca “perché non sapevamo se qui in Italia c’erano associazioni animaliste”; Beh ora di certo lo sanno!
E’ curioso come Green Hill, da un lato sempre attenta a fare soldi (tanto da risparmiare su segatura, cibo, medicinali e chissà cos’altro) dall’altro lato mantenesse cani  “inutilizzabili” o “a fine carriera” e li scarrozzasse a proprie spese su e giù per l’Europa recapitandoli a domicilio di queste premurose associazioni!
Le deposizioni di testi e dei consulenti e le dichiarazioni degli imputati del processo stanno offrendo tante piccole tessere che vanno a comporre un mosaico dell’orrore dove i cani sono oggetti spogliati del loro essere animali e trasformati in macchine da reddito. Oggi, per esempio abbiamo appreso che fine facevano le fattrici e gli stalloni “a fine carriera”: manco a dirlo, venivano spremuti e sfruttati fino all’ultimo euro! Pensate che queste povere creature venivano spedite  in Inghilterra, presso la società del gruppo Marshall denominata B&K, per l’estrazione del siero e del plasma, di cui pare vi sia un fiorente mercato nell’ambiente della ricerca, e vi lasciamo immaginare che cosa ne è stato delle loro tristi esistenze.
Un teste, ex dipendente dell’allevamento, con fervore e dovizia di particolari, si è dilungato (pure troppo) sui fantastici giocattoli che Green Hill amorevolmente offriva ai cuccioli del capannone n.3: “la palla rossa era troppo dura da mordicchiare così l’abbiamo sostituita con un giocattolo blu, di forma differente più facile da mordere, e piaceva davvero moltissimo ai cuccioli”. Ci giocavano in attesa di essere venduti/ammazzati…ci verrebbe da dire.
Anche i consulenti tecnici della difesa hanno lasciato di stucco il pubblico in aula con dichiarazioni sorprendenti e spesso contraddittorie: il prof. Paolo Scrollavezza ha sostenuto l’inutilità della preanestesia però poi ha ammesso, vantandosi, di aver scritto egli stesso il bugiardino dell’anestetico largamente utilizzato a Green Hill e in cui sta scritto che tale anestetico deve esser preceduto dalla preanestesia. Un altro, prof. Renato Massa emerito professore esperto di etologia, ha intrattenuto il pubblico con racconti sconclusionati e inquietanti che poco c’entravano con le domande che gli venivano poste. Il culmine l’ha raggiunto quando ha asserito che gli animali possono essere ammaestrati a fare ogni cosa, anche ad assecondare i ricercatori, e ha raccontato di una scimmia, così ben allevata, da offrire essa stessa il braccio al suo aguzzino durante un esperimento! Perplessità anche sulle dichiarazioni del C.T. Massenzio Fornasier circa l’ingestione di segatura da parte dei cuccioli: “non si esclude che il cucciolo che si sente male mangi la segatura. Forse mangiavano la segatura perché avevano mal di stomaco” ma certo! il truciolo di legno combatte i bruciori di stomaco, è così ovvio! E potremmo continuare ancora…ma per rispetto di chi legge preferiamo sorvolare!
Intanto abbiamo appreso: che la mortalità era elevata, circa il 20% dei piccoli; che gli animali dovevano essere “sterili” (la nenia delle tute, dei capanni incontaminati ecc ormai la conosciamo a memoria…) ma potevano essere venduti anche se malati, in particolare in caso di rogna demodettica che era assai frequente tra gli “ospiti” di Green Hill tanto da esser prevista in 4 livelli di gravità (skin 0, 1, 2, 3); che le fattrici pare fossero circa 100 (ma nessun ex dipendente l’ha saputo dire nemmeno approssimativamente ci sono voluti i C.T. per scoprirlo); che ai cani si faceva il tatuaggio che è composto da 5 cifre contro le 18 del microchip e questo perché, durante gli esperimenti, i ricercatori non hanno tempo da perdere con l’identificazione delle loro vittime!
Ricordiamo e sottolineiamo che tutti i C.T. della difesa hanno praticato e praticano tuttora la sperimentazione animale (cioè la vivisezione) e che per loro cani, ratti, topi, scimmie ecc sono semplicemente strumenti di lavoro. Un lavoro sporco di sangue!

Prossima udienza 19 dicembre  ore 9.00. Noi ci saremo!


































martedì 25 novembre 2014

DOMANI NUOVA UDIENZA E SECONDO PRESIDIO: GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL!


vi ricordiamo che domani si terrà udienza del processo a Green Hill. Verranno sentiti gli ultimi testimoni della difesa, i consulenti e gli imputati. L'udienza è pubblica quindi chi volesse seguire il processo può farlo venendo al Tribunale di Brescia in via L. Gambara . Per chi viene in treno, dalla stazione ferroviaria sono solo 5 minuti a piedi.
il processo inizia alle 9.00 e proseguirà almeno fino alle 17.00. Noi faremo un presidio dimostrativo pacifico dalle 9.00 alle 10.00 davanti al Tribunale. Vi aspettiamo!



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Vi riproponiamo il racconto della nostra visita a Green Hill. Ora sappiamo con certezza che il capannone che visitammo quel lontano 2 febbraio 2012 era quello "di rappresentanza" dove tutto andava sempre bene, dove tutto era perfetto. Riviviamo, attraverso le narrazioni dei testi in aula durante il processo a Green Hill, l'orrore e l'incubo di quella visita. Di quelle parole così fredde pronunciate da Gotti. Di quell'abbaio continuo e assordante e di quelle raspate sulle sbarre come a dire "siamo qui, siamo prigionieri, siamo condannati a morte". Chissà se qualcuno di loro si è salvato con le liberazioni del 28 aprile e poi con gli affidi...o se sono stati tutti spediti, torturati, smaltiti...non lo sapremo mai e il ricordo atroce ci tormenta fino dentro l'anima.

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Il comitato Montichiari contro Green Hill dentro Green Hill
Sono quasi 2 anni che portiamo avanti la campagna contro questo allevamento lager e spesso ai nostri banchetti informativi si ferma qualcuno che fa la classica domanda "conoscete qualcuno che è entrato dentro? voi ci siete stati?" e noi subito pronti a rispondere "ma è impossibile entrare, nessuno ci è mai entrato", perchè in effetti fino a poco tempo fa era così. Green Hill era veramente una scatola nera impossibile da penetrare. Ma da un po' qualcosa è cambiato, come mai? Ultimamente ci entrano ex ministri, tv locali, giornalisti, associazioni animaliste che fanno blitz di cui non parla piu' nessuno. Il biologo Bernard Gotti sembra diventato il perfetto padrone di casa che con la sua fredda e distaccata gentilezza è cosi orgoglioso di lavorare lì che fa fare a chi vuole lui il tour dell'allevamento e mostra quegli anelli della catena che alla fine, secondo lui, servirà a salvare i malati e che non sono altro che i poveri cani di Green Hill. Non ho ancora capito per quale motivo o gioco del destino ma a questo tour organizzato siamo stati invitati anche noi due del comitato. Conosciamo a memoria l'esterno dell'allevamento e abbiamo immaginato piu' volte cosa ci potesse essere dentro quei capannoni, ma il 2 febbraio 2012 quando suoniamo il campanello e Bernard Gotti ci viene ad aprire entriamo e ci guardiamo subito attorno e vorremmo essere delle videocamere viventi per memorizzare tutto con calma e lucidita' ma quando gli occhi si posano sui quadri alle pareti che ritraggono dei beagle e dei furetti ed un'enorme cavia peluche di pessimo gusto sulla scrivania all'entrata ci ricordiamo di essere le persone sensibili che siamo e ci prende una profonda tristezza come se già da qui si respirasse morte e sofferenza; si sentono anche da qua dentro abbaiare i cani prigionieri e vorremmo quasi scappare via ma Bernard Gotti ci invita a salire al piano superiore. Incredibile, una sala conferenze con un megaschermo e una foto gigante della famiglia Marshall appesa proprio sopra la nostra testa, piu' a lato un'altra foto gigante degli stabilimenti Marshall in America dove arrivano tutti i dati degli allevamenti Marshall nel mondo per poter cosi elaborare i dati per ottenere il cane perfetto, che sopravvive di più, quello su cui ci dice poi il gelido biologo per i ricercatori "è un piacere lavorare, perchè se muore un cane ne possono ordinare un altro perfettamente uguale". Ci spiega il suo grande sogno: l’ampliamento. Green Hill ha già il progetto predisposto da un architetto di grido. La sua idea, ci spiega Gotti, è fare una Green Hill completamente sotterranea, eliminando gli attuali capannoni che verrebbero sostituiti da un bel parco verde! Che bel progetto! Dall’inferno alla necropoli sotterranea con il doppio dei cani attualmente presenti…non riusciamo nemmeno a immaginare 5000 esseri viventi sepolti vivi sottoterra in attesa di essere mandati a morire! Eppure, ci assicura Gotti, la “produzione” migliorerebbe ulteriormente perché qualche cliente si lamenta del fatto che i capannoni hanno le finestre (la luce naturale che a malapena filtra da quelle finestre, sempre chiuse, altererebbe secondo Gotti i ritmi naturali della riproduzione. Invece se luce e buio fossero completamente artificiali, allora sì che il “prodotto” avrebbe qualità invidiabili). Lo ascoltiamo sconcertati e disgustati dall’entusiasmo per questi folli progetti, fortunatamente bloccati (ma loro ci sperano ancora…). Restiamo piu' di un'ora a parlare, anzi parla lui e ci fa un seminario sull'utilita' della vivisezione e di quanto loro trattano bene i cani perchè altrimenti gli esperimenti risulterebbero falsati su cani stressati, come se una gabbia, la mancanza totale di aria se non artificiale, l'impossibilita' di correre non trasformi un beagle in qualsiasi altra cosa che non assomiglia per niente ad un animale ma lo avvicina moltissimo ad un oggetto creato per morire. Pero' noi non siamo venuti per questo, non ci interessa per niente parlare con questa persona che non ha minimamente la nostra stima ma tutto il nostro piu' profondo disprezzo e passiamo oltre, facciamo il passo piu' grande per noi per la nostra sensibilita', chiediamo di poter vedere i cani sperando quasi che ci venga detto di no, invece veniamo accompagnati in un capannone e fatti vestire con le tute sterili, ci siamo, stiamo entrando nell'inferno e la nostra paura è che sia come lo abbiamo immaginato, un'ultima occhiata in giro, alle pareti notiamo delle cuffie appese per coprirsi le orecchie dal rumore assordante dell'abbaiare di 400 cani e di colpo ci viene da pensare che i beagle non portano le cuffie e questo frastuono per loro non sarà stressante? Siamo pronti, ci laviamo le mani perchè è obbligatorio e passiamo anche la linea gialla sul pavimento che delimita la parte "sporca" dell'allevamento dalla parte sterile dove soggiornano(così dichiaro' il Sindaco Elena Zanola) i cani. Ci sono molti momenti della nostra vita che accadono e si dimenticano e pochi istanti che invece ti rimangono dentro, ti segnano per sempre cambiandoti, la vista di questi esseri sicuramente è uno di questi, eccoli, ci sono cani dappertutto, gabbie a perdita d'occhio, ci sono 3 cani per gabbia ma la cosa che piu' ci colpisce subito perchè ci sembra irreale e che questi cani sono tutti uguali, sono giovani sicuramente sotto l'anno d'età ma tutti identici, scommetto che se li misurassimo e pesassimo non troveremmo alcuna differenza; è come vedere riflesso lo stesso cane in un labirinto di specchi, terribile. Ci imponiamo di restare distaccati, di non accarezzarli ma poi è piu' forte noi e anche se sappiamo che sarà distruttivo iniziamo ad allungare le mani per toccarli. Questa cavie da laboratorio ci leccano le mani e continuano a saltare, ci fanno le feste in un modo disperato, sono agitatissimi si sente l'incessante rumore delle unghie sulle lamiere delle gabbie e a noi viene solo da piangere, cerchiamo di restare lucidi ma non è facile perchè vorremmo portarli via tutti ma non è possibile e così ad un certo punto decidiamo di andare via, di concludere la visita perchè ora per noi è troppo. Di fretta salutiamo, ci togliamo le tutte sterili e dopo alcune formalita' usciamo dall'allevamento. Siamo fuori, è gia buio e ci lasciamo dietro i cani che ancora abbaiano ma che ora non sono piu' solo un'immaginazione ma sono terribilmente reali, quei musi dolci, quel modo forsennato di fare le feste, quegli occhi che chiamano liberta' ora sono entrati in noi, ci hanno cambiato e la nostra vita non sara' piu' la stessa e per questo non potremo aver pace finchè su questa maledetta collina continuera' questa immensa sofferenza, questa crudelta' che non puo' appartenere alla razza umana, che non puo' continuare ad esistere. Pensavamo di tenerci questa esperienza per noi ma ora è giusto condividerla con tutti, Green hill non è sulla luna o nel bel mezzo di un mare inarrivabile ma a Montichiari in via San Zeno, niente è impossibile se lo vogliamo tutti insieme davvero, per favore aiutateci a tirarli fuori da lì.
Diego & Sara comitato Montichiari contro Green Hill.

http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.it/2012/03/il-comitato-montichiari-contro-green.html

Foto: vi riproponiamo il racconto della nostra visita a Green Hill. Ora sappiamo con certezza che il capannone che visitammo quel lontano 2 febbraio 2012 era quello "di rappresentanza" dove tutto andava sempre bene, dove tutto era perfetto. Riviviamo, attraverso le narrazioni dei testi in aula durante il processo a Green Hill, l'orrore e l'incubo di quella visita. Di quelle parole così fredde pronunciate da Gotti. Di quell'abbaio continuo e assordante e di quelle raspate sulle sbarre come a dire "siamo qui, siamo prigionieri, siamo condannati a morte". Chissà se qualcuno di loro si è salvato con le liberazioni del 28 aprile e poi con gli affici...o se sono stati tutti spediti, torturati, smaltiti...non lo sapremo mai e il ricordo atroce ci tormenta fino dentro l'anima.

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Il comitato Montichiari contro Green Hill dentro Green Hill
Sono quasi 2 anni che portiamo avanti la campagna contro questo allevamento lager e spesso ai nostri banchetti informativi si ferma qualcuno che fa la classica domanda "conoscete qualcuno che è entrato dentro? voi ci siete stati?" e noi subito pronti a rispondere "ma è impossibile entrare, nessuno ci è mai entrato", perchè in effetti fino a poco tempo fa era così. Green Hill era veramente una scatola nera impossibile da penetrare. Ma  da un po' qualcosa è cambiato, come mai? Ultimamente ci entrano ex ministri, tv locali, giornalisti, associazioni animaliste che fanno blitz di cui non parla piu' nessuno. Il biologo Bernard Gotti sembra diventato il perfetto padrone di casa che con la sua fredda e distaccata gentilezza è cosi orgoglioso di lavorare lì che fa fare a chi vuole lui il tour dell'allevamento e mostra quegli anelli della catena che alla fine, secondo lui, servirà a salvare i malati e che non sono altro che i poveri cani di Green Hill. Non ho ancora capito per quale motivo o gioco del destino ma a questo tour organizzato siamo stati invitati anche noi due del comitato. Conosciamo a memoria l'esterno dell'allevamento e abbiamo immaginato piu' volte cosa ci potesse essere dentro quei capannoni, ma il 2 febbraio 2012 quando suoniamo il campanello e Bernard Gotti ci viene ad aprire entriamo e ci guardiamo subito attorno e vorremmo essere delle videocamere viventi per memorizzare tutto con calma e lucidita' ma quando gli occhi si posano sui quadri alle pareti che ritraggono dei beagle e dei furetti ed un'enorme cavia peluche di pessimo gusto sulla scrivania all'entrata ci ricordiamo di essere le persone sensibili che siamo e ci prende una profonda tristezza come se già da qui si respirasse morte e sofferenza; si sentono anche da qua dentro abbaiare i cani prigionieri e vorremmo quasi scappare via ma Bernard Gotti ci invita a salire al piano superiore. Incredibile, una sala conferenze con un megaschermo e una foto gigante della famiglia Marshall appesa proprio sopra la nostra testa, piu' a lato un'altra foto gigante degli stabilimenti Marshall in America dove arrivano tutti i dati degli allevamenti Marshall nel mondo per poter cosi elaborare i dati per ottenere il cane perfetto, che sopravvive di più, quello su cui ci dice poi il gelido biologo per i ricercatori "è un piacere lavorare, perchè se muore un cane ne possono ordinare un altro perfettamente uguale". Ci spiega il suo grande sogno: l’ampliamento.  Green Hill ha già il progetto predisposto da un architetto di grido. La sua idea, ci spiega Gotti, è fare una Green Hill completamente sotterranea, eliminando gli  attuali capannoni che verrebbero sostituiti da un bel parco verde! Che bel progetto! Dall’inferno alla necropoli sotterranea con il doppio dei cani attualmente presenti…non riusciamo nemmeno a immaginare 5000 esseri viventi sepolti vivi sottoterra in attesa di essere mandati a morire! Eppure, ci assicura Gotti, la “produzione” migliorerebbe ulteriormente perché qualche cliente si lamenta del fatto che i capannoni hanno le finestre (la luce naturale che a malapena filtra da quelle finestre, sempre chiuse, altererebbe secondo Gotti i ritmi naturali della riproduzione. Invece se luce e buio fossero completamente artificiali, allora sì che il “prodotto” avrebbe qualità invidiabili). Lo ascoltiamo sconcertati e disgustati dall’entusiasmo per questi folli progetti, fortunatamente bloccati (ma loro ci sperano ancora…). Restiamo piu' di un'ora a parlare, anzi parla lui e ci fa un seminario sull'utilita' della vivisezione e di quanto loro trattano bene i cani perchè altrimenti gli esperimenti risulterebbero falsati su cani stressati, come se una gabbia, la mancanza totale di aria se non artificiale, l'impossibilita' di correre non trasformi un beagle in qualsiasi altra cosa che non assomiglia per niente ad un animale ma lo avvicina moltissimo ad un oggetto creato per morire. Pero' noi non siamo venuti per questo, non ci interessa per niente parlare con questa persona che non ha minimamente la nostra stima ma tutto il nostro piu' profondo disprezzo e passiamo oltre, facciamo il passo piu' grande per noi per la nostra sensibilita', chiediamo di poter vedere i cani sperando quasi che ci venga detto di no, invece veniamo accompagnati in un capannone e fatti vestire con le tute sterili, ci siamo, stiamo entrando nell'inferno e la nostra paura è che sia come lo abbiamo immaginato, un'ultima occhiata in giro, alle pareti notiamo delle cuffie appese per coprirsi le orecchie dal rumore assordante dell'abbaiare di 400 cani e di colpo ci viene da pensare che i beagle non portano le cuffie e questo frastuono per loro non sarà stressante? Siamo pronti, ci laviamo le mani perchè è obbligatorio e passiamo anche la linea gialla sul pavimento che delimita la parte "sporca" dell'allevamento dalla parte sterile dove soggiornano(così dichiaro' il Sindaco Elena Zanola) i cani. Ci sono molti momenti della nostra vita che accadono e si dimenticano e pochi istanti che invece ti rimangono dentro, ti segnano per sempre cambiandoti, la vista di questi esseri sicuramente è uno di questi, eccoli, ci sono cani dappertutto, gabbie a perdita d'occhio, ci sono 3 cani per gabbia ma la cosa che piu' ci colpisce subito perchè ci sembra irreale e che questi cani sono tutti uguali, sono giovani sicuramente sotto l'anno d'età ma tutti identici, scommetto che se li misurassimo e pesassimo non troveremmo alcuna differenza; è come vedere riflesso lo stesso cane in un labirinto di specchi, terribile. Ci imponiamo di restare distaccati, di non accarezzarli ma poi è piu' forte noi e anche se sappiamo che sarà distruttivo iniziamo ad allungare le mani per toccarli. Questa cavie da laboratorio ci leccano le mani e continuano a saltare, ci fanno le feste in un modo disperato, sono agitatissimi si sente l'incessante rumore delle unghie sulle lamiere delle gabbie e a noi viene solo da piangere, cerchiamo di restare lucidi ma non è facile perchè vorremmo portarli via tutti ma non è possibile e così ad un certo punto decidiamo di andare via, di concludere la visita perchè ora per noi è troppo. Di fretta salutiamo, ci togliamo le tutte sterili e dopo alcune formalita' usciamo dall'allevamento. Siamo fuori, è gia buio e ci lasciamo dietro i cani che ancora abbaiano ma che ora non sono piu' solo un'immaginazione ma sono terribilmente reali, quei musi dolci, quel modo forsennato di fare le feste, quegli occhi che chiamano liberta' ora sono entrati in noi, ci hanno cambiato e la nostra vita non sara' piu' la stessa e per questo non potremo aver pace finchè su questa maledetta collina continuera' questa immensa sofferenza, questa crudelta' che non puo' appartenere alla razza umana, che non puo' continuare ad esistere. Pensavamo di tenerci questa esperienza per noi ma ora è giusto condividerla con tutti, Green hill non è sulla luna o nel bel mezzo di un mare inarrivabile ma a Montichiari in via San Zeno, niente è impossibile se lo vogliamo tutti insieme davvero, per favore aiutateci a tirarli fuori da lì.
Diego & Sara comitato Montichiari contro Green Hill.

http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.it/2012/03/il-comitato-montichiari-contro-green.html

giovedì 20 novembre 2014

GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL - PRESIDIO DEL 26.11.2014



Il Comitato Montichiari contro Green Hill, dopo il nostro presidio del 12.11.2014, anche in occasione della prossima udienza a carico dei vertici di Green Hill, organizza un presidio pacifico davanti al Tribunale di Brescia mercoledì 26 novembre per chiedere GIUSTIZIA e per tenere alta l'attenzione su un processo che ci sta particolarmente a cuore! 

Allo scorso presidio avevamo lo striscione "Giustizia per i cani di Green Hill", mercoledì prossimo invece porteremo dei cartelli, niente immagini cruente, ma solo simboliche e bianche croci per gli innumerevoli cani "sacrificati" , venduti, usati e sfruttati a fini scientifici. Le distribuiremo ai partecipanti la mattina stessa del presidio. 
Il presidio durerà circa un'ora in modo che, chi lo desidera potrà seguire poi l'udienza senza perdersi le deposizioni di testi, consulenti e imputati.
Vi aspettiamo!

Il Comitato Montichiari contro Green Hill, nel pieno rispetto del lavoro del P.M e del Giudice che si stanno occupando del processo a carico dei vertici di Green Hill, intende ricordare all’opinione pubblica, con un presidio pacifico e silenzioso, l’importanza di un processo senza precedenti nella battaglia di civiltà contro la vivisezione e chiedere Giustizia per i 3000 cani salvati con gli affidi ma ancor più per le migliaia e migliaia di cani venduti ai laboratori o "sacrificati" perché “inutili” dall’azienda monteclarense in oltre 10 anni di attività!

Presto vi daremo maggiori informazioni!

GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL
PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI BRESCIA
VIA L. GAMBARA
IL 26.11.2014 DALLE 9.00 ALLE 10.00 CIRCA







evento FB: https://www.facebook.com/events/1576836332536687/?context=create&previousaction=create&source=49&sid_create=84392219

mercoledì 19 novembre 2014

PROCESSO A GREEN HILL - UDIENZA DEL 19.11.2014 LE NOSTRE IMPRESSIONI

PROCESSO A GREEN HILL - l'udienza è terminata alle 17.20 e riprenderà mercoledì 26/11/14 ore 9.00. L'abbiamo seguita molto attentamente e non ci sono sfuggite incongruenze e grossolane imprecisioni da parte di alcuni testi della difesa. Presenti in aula tutti e 4 gli imputati: Graziosi, Bravi, Gotti e Rondot. Per questi ultimi due, di nazionalità francese, il loro avvocato ha preteso un interprete, forse sperando in un rinvio dell'udienza. Gli è andata male perchè il PM in pochissimi minuti ne ha reperito uno.
Sempre la difesa, e sempre nel tentativo di temporeggiare, ha preteso un altro interprete, questa volta di lingua inglese, per la traduzione di alcune mail tra i dipendenti dell'allevamento e la Rondot. In tutto una ventina di mail estrapolate dall'hard disk dei loro pc (quindi lettere che hanno scritto loro, non piovute dal cielo....). Anche in questo caso, molto efficientemente, si è trovato subito il perito che ha assunto l'incarico di tradurre questi documenti. Un paio di mail sono state tradotte "in diretta" e sottoposte ai testi che però non ricordavano né di averle lette né di averle ricevute. In una di queste mail si parla di alcune "dritte" che il Dr. Silini dell'Asl di Lonato avrebbe dato ai vertici aziendali di Green Hill per far sì che, in caso di controlli e ispezioni, tutto risultasse perfettamente in regola! Per non parlare delle sue di ispezioni all'allevamento: pare, sempre preannunciate. Alla faccia dei controlli a sorpresa! Quelli sorpresi siamo noi a sentire certe cose!
Abbiamo sentito spiegazioni assurde: per es. la testimone esperta, ex dipendente di Green Hill, che si occupava personalmente  della socializzazione dei cuccioli seguiva un "manuale" aziendale che prescriveva tra le altre cose di appendere i cuccioli con una imbragatura in modo che non avessero il terreno sotto le zampette. Alla domanda del Giudice sull'utilità/senso di un simile "esercizio" (come l'ha definito la testimone) ovviamente lei stessa non ha saputo giustificare se non dicendo che faceva così perchè così era scritto nel manuale e aggiungendo, un po' imbarazzata, che sicuramente in questo modo il cane si abituava alla presenza degli umani e quindi diventava più docile. Ma certo! Non c'è nulla di meglio per far socializzare un cagnetto che imbragarlo a mezza'aria quasi si trattasse di un panno steso ad asciugare! Ah ma poi la dottoressa ha precisato che non era un'imbragatura; in realtà era una specie di amaca e i cani erano contenti di farsi manipolare e appendere! Chissà se erano contenti anche di morire soffocati dalla segatura o di parvovirosi o di avere la rogna...Se in 30 mesi sono morti quasi 6.000 cani, come è possibile che tutti i dipendenti di Green Hill, escussi in aula, abbiano riferito di aver visto, nel corso delle rispettive e lunghe carriere presso l'allevamento, al massimo 2-3 cuccioli morti e ancor meno "sacrificati" tramite eutanasia? Ma la cosa che ci ha veramente impressionato è stata l'affermazione della teste, Dott.ssa  Giachini dell'Asl Brescia. Dopo aver elogiato Green Hill come un allevamento modello e con animali sani e allegri, ha detto che nel periodo in cui è stata nominata Responsabile sanitario, subito dopo il sequestro e durante gli affidi, questo impegno per lei fu assai gravoso in quanto è "praticamente impossibile occuparsi di 2500 cani da soli"! Ops, ma a Green Hill non ci lavorava un unico e solo veterinario di nome Renzo Graziosi, imputato nel processo e che vedete in questa foto (presa dal dépliant che Green Hill dava a clienti e visitatori della premiata ditta)? O il Dott. Graziosi è dotato di super poteri e riusciva a curare, vaccinare, tatuare, sopprimere i cani "difettati e inutili", facendo tutto da solo, oppure qualcuno gli avrà dato una mano. Non serve essere né veterinari né giuristi per arrivarci. Ciò a maggior ragione se si considera che a Green Hill non esisteva una sala operatoria autorizzata o autorizzabile. Eppure facevano quotidianamente sterilizzazioni, castrazioni, tagli cesarei, eutanasie. Tutto rigorosamente senza la preanestesia, immobilizzando i cani e comprimendogli una mascherina con dell'anestetico gassoso. E in tanto i cani si dimenavano, si irrigidivano, tremavano dalla paura. Ma chi se ne frega, sono solo animali!
Dopo aver sentito le deposizioni dei testi della difesa,  tutte più o meno simili e tutte basate sulla cantilena del "non ricordo" "non lo so" "è passato troppo tempo", vogliamo e pretendiamo a gran voce che venga fatta davvero chiarezza perchè non è possibile che nel XXI secolo esistano posti così, come Green Hill. Questo è stato scoperto, quasi per caso, grazie al Coordinamento Fermare Green Hill che ha scoperchiato il vaso di Pandora, ed ora è sotto processo. Ma gli altri posti in cui si sfruttano e si vivisezionano ogni giorno migliaia di animali? Chi li controlla? Chi accende una speranza per questi esseri viventi anonimi e senza voce di vedere finire queste atrocità una volta per tutte!? Pensiamo ai macachi di Modena o allo stabulario di Ferrara e a tutti i luoghi di tortura esistenti presso università e aziende di ricerca. Sono oltre 600 i luoghi di tortura in Italia! L'unica soluzione è l'abolizione della vivisezione e, per favore, non chiamatela sperimentazione animale, siate meno vigliacchi e meno ipocriti, se ci riuscite!






martedì 18 novembre 2014

PROCESSO CONTRO GREEN HILL - UDIENZA DEL 19/11/2014

Domani 19.011.2014, saremo presenti all'udienza del processo contro Green Hill per ascoltare e poi raccontare quel che accadrà. Ricordiamo che le udienze sono pubbliche e che il Tribunale di Brescia si trova in via L. Gambara. 
Vogliamo Giustizia per i cani di Green Hill! Vogliamo che l'abbreviazione "SACR" - che a Green Hill stava per "sacrificato/sacrificabile" - scompaia dai manuali, dalle legende, dai prontuari insieme agli allevamenti e ai laboratori di vivisezione. Solo quando questa pseudo scienza sarà debellata e abolita forse le sue vittime troveranno pace e l'Umanità potrà guardarsi allo specchio senza farsi schifo!







(fonte immagini:web)

giovedì 13 novembre 2014

PROCESSO A GREEN HILL – udienza del 12.11.2014

PROCESSO A GREEN HILL – udienza del 12.11.2014
Ieri, a Brescia, sotto un cielo carico di pioggia, si è tenuta una delle udienze in cui si articola il processo ai vertici di Green Hill, 4 imputati di cui ricordiamo i nomi e i ruoli: Ghislaine Rondot, Amministratore Delegato di Green Hill e dirigente della Marshall, Dr. Bernard Gotti, consulente di Green Hill per conto della Marshall, Roberto Bravi, Direttore di Green Hill, Renzo Graziosi, Veterinario di Green Hill.
L’udienza è stata preceduta dal presidio organizzato dal nostro Comitato per ricordare con un semplice ma efficace striscione che pretendiamo GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL!
Sull’udienza di ieri sono usciti diversi articoli e servizi. Noi preferiamo raccontarvi le nostre impressioni, quello che si percepiva in aula mentre sfilavano i testi e accusa e difesa sostenevano ognuna le proprie tesi.

Siamo entrati in Tribunale, subito dopo il presidio, verso le ore 10.00, e siamo rimasti in udienza per tutta la durata della stessa. L’aria era irrespirabile e caldissima, l’aula troppo piccola per accogliere il folto pubblico. In silenzio, prendendo appunti, inorridendo dentro di noi soprattutto quando sono stati escussi alcuni (ex) dipendenti e collaboratori di Green Hill. Ci ha stupito la loro “amnesia collettiva”: nessuno ricordava, neppure approssimativamente, il numero di fattrici o il numero di box in cui ciascun capannone era suddiviso o il numero di cani di cui si occupava quotidianamente, magari da anni. “Non ricordo”, “ho rimosso tutto”, “sono passati troppi anni”; così hanno risposto più o meno insipidamente  queste persone e pensare che Green Hill è stata chiusa purtroppo solo nel 2012 non mille anni fa! Veramente singolare che perfino il Supervisore, non ricordasse nulla sui cani, sulle anestesie, sulle eutanasie…Ricordava però perfettamente - e rispondeva con incredibile disinvoltura e scioltezza - in quali circostanze fosse stata scattata quella foto disgustosa e ripugnante mostrata in aula dal PM. Ci riferiamo alla foto del cucciolo con la scatola cranica aperta e il cervello fuori, tenuto in mano dal Supervisore mentre con l’altra mimava gesti “goliardici”. La spiegazione, formidabile è stata che non ama farsi ritrarre e che il gestaccio era indirizzato al collega che scattò quella fotografia. La scattarono, sostiene il Supervisore, perché il cagnolino in questione era una vera rarità; non era mai accaduto che un beagle nascesse con fuori il cervello e quindi andava documentato per la banca dati della premiata ditta! Immaginiamo che in una azienda che produceva cani per il bene dell’Umanità (o per fare soldi?), dotata di impeccabili manuali sul benessere animale e di tutte le autorizzazioni necessarie per il serio e importante lavoro svolto, fosse prassi consolidata quella di denigrare e umiliare con gesti irriverenti una piccola e indifesa creatura affacciatasi al mondo nel posto e nel momento sbagliato, sia pure per pochi istanti di quella che chiamare 'vita' sarebbe un eufemismo bizzarro. Ma anche se quel cane fosse nato già morto e con questa particolare malformazione, ci domandiamo: che valore si dava dentro Green Hill alla vita? Nessuno! Non ci interessano le giustificazioni. Secondo voi, un uomo con un briciolo di pietà avrebbe posato scherzosamente per una simile ripugnante immagine? E la ripugnanza non scaturisce certo dalle condizioni di quel povero cucciolo!
L’amnesia collettiva ha colpito anche quella parte di ricordi dei dipendenti ex Green Hill circa l’esistenza di una sala operatoria, il suo utilizzo e le eutanasie. Nessuno ricordava che la sala operatoria in realtà non aveva i requisiti per esser utilizzata a tali scopi; nessuno ricordava che in quella “sala” si facevano parti cesarei, castrazioni, e altri interventi non meglio precisati; nessuno ricordava che i cuccioli morivano per inalazione o ingestione di segatura (quella impregnata di feci e pipì in cui i cani erano costretti a stare per ore prima della pulizia dei box); nessuno ricordava che la pre-anestesia (necessaria per rilassare il paziente prima di un intervento chirurgico e di regola praticata da tutti i veterinari degni di questo titolo) era stata abbandonata da anni su suggerimento della Marshall che di cani da vivisezione se ne intende! L’ha detto anche l’Avvocato della difesa e più volte, quasi fosse elemento di pregio da sottolineare: “la Marshall è un’eccellenza nella produzione di beagle destinati alla sperimentazione, li seleziona da oltre cinquanta anni. Sono beagle diversi dagli altri: più mansueti e docili rispetto ai beagle normali”.
Peccato signor Avvocato che per noi (ma non solo noi animalisti, noi persone dotate di una media e sana intelligenza) tra un beagle Marshall e un beagle “normale” non ci sia nessuna differenza! E lo sa perché? Perchè un cane è un cane. Sarebbe stato interessante chiederle in che cosa differiscono, secondo lei, due beagle nati uno dentro Green Hill e uno lontano da quel lager. Entrambi respirano, mangiano, dormono, soffrono e  gioiscono. Lo capirebbe anche un bambino, non serve né una laurea né una toga.
Certo la difesa, ovviamente, spende ogni sforzo nel tentativo di salvare i propri clienti. E’ naturale, soprattutto quando si hanno davvero pochi assi nella manica e tocca arrampicarsi sugli specchi. Abbiamo perfettamente intuito quale sia la strategia difensiva e dove voglia andare a parare. Ma non è sostenendo che la sperimentazione animale è obbligatoria per legge e snocciolando articoli e allegati del D.Lgs n. 116/1992 (lo conosciamo anche noi…) che riuscirete nel vostro intento! Sul banco degli imputati ci sono persone che devono rispondere di reati gravi, previsti e puniti dalla legge. O quest’altra legge (il Codice Penale) vi piace meno del D.Lgs. 116/92?
Odioso poi il tentativo di addossare agli “animalisti” l’aumento di mortalità di cuccioli dopo il 28 aprile 2012! Saremo pure "animalisti" (come ci chiamate voi...), ma non siamo deficienti! E cosa ci raccontate di tutti gli animali soppressi per motivi futili solo perché economicamente più conveniente per Green Hill farli fuori piuttosto che curarli?
Ancor più scandaloso insinuare che anche dopo gli affidi del 2012 ci sia stata una impennata nei decessi dei cani. O avete dimenticato pure lo scopo per cui li facevate nascere?! 

La prossima udienza si terrà il 19 novembre ore 9.00. Noi saremo presenti, come sempre e vi terremo aggiornati sulle sorti del processo con la speranza forte che venga fatta Giustizia!


S. G. per il Comitato Montichiari contro Green Hill




mercoledì 12 novembre 2014

PRESIDIO "GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL"

Si è svolto questa mattina tra le 9.00 e le 10.00, davanti al Tribunale di Brescia il presidio organizzato dal Comitato Montichiari contro Green Hill per chiedere  Giustizia per i cani: per i quasi 3000 salvati e dati in affido ad altrettante famiglie meravigliose che li stanno crescendo con amore e rispetto, ma anche per le migliaia di cani venduti ai laboratori o smaltiti in quanto "eccedenze" non commerciabili. Green Hill li ha chiamati "cani inutili". Per noi di inutile e di disgustoso c'è chi fa affari sulla pelle degli animali nascondendosi dietro l'ipocrisia di farlo per il bene dell'Umanità. Sappiamo tutti che non è così: per Green Hill i cani erano fonte di profitti milionari!
Ora finalmente, attraverso il processo  ai vertici dell'azienda, verrà fatta chiarezza e, lo speriamo con tutto il cuore, soprattutto Giustizia perchè è inaccettabile, nel XXI secolo, continuare a far nascere,vendere, torturare, umiliare e uccidere gli animali come facevano a Green Hill.

Presto vi forniremo un resoconto dettagliato dell'udienza odierna cui abbiamo assistito dall'inizio alla fine e vi ricordiamo che la prossima udienza (sempre di escussione testi) si terrà il 19/11/2014 ore 9.

Grazie di cuore a tutti/e per la partecipazione (singoli cittadini e cittadine, affidatari, Coordinamento Fermare Green Hill, Lega Anti Vivisezione) ed un grazie speciale ai beagle ex Green Hill che con la loro ritrovata felicità ci fanno sentire meno in colpa per tutto il male che gli è stato fatto in tanti anni di squallida attività aziendale su quella triste collina di via San Zeno a Montichiari.

SG







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Rassegna stampa e approfondimenti del 12.11.2014:



 http://www.lav.it/news/processo-green-hill-elenchi-beagle

http://www.quotidiano.net/animali/animali-green-hill-processo-1.395537

http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/green-hill-oggi-beagle-fuori-dal-tribunale-1.1930997

http://bsnews.it/notizia/36873/12_11_2014_BRESCIA_Aula_gremita_per_la_seconda_udienza_contro_Green_Hill_fuori_dal_tribunale_anche_i_beagle_

http://www.quibrescia.it/cms/2014/11/12/venti-beagle-fuori-dal-tribunale-per-il-processo/

http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/942858_processo_green_hill_animalisti_dentro_e_fuori_laula/

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2014/11/12/green-hill-beagle-davanti-al-tribunale_f4c82c18-ea6d-4f12-8e94-1f5e997c3dc6.html

http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/processo-a-green-hill-ressa-in-aula-fuori-i-beagle-1.1931247


http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/943560_green_hill_le_accuse_cos_venivano_uccisi_i_beagle/
(fonte foto: ansa.it)




sabato 8 novembre 2014

GIUSTIZIA PER I CANI DI GREENHILL - PRESIDIO MERCOLEDI' 12.11.2014 A BRESCIA

Il Comitato Montichiari contro Green Hill organizza un presidio pacifico davanti al tribunale di Brescia il 12 novembre prossimo in occasione dell'udienza ai vertici di Green Hill per chiedere GIUSTIZIA e per tenere alta l'attenzione su un processo che ci sta particolarmente a cuore! 

Il Comitato Montichiari contro Green Hill, nel pieno rispetto del lavoro del P.M e del Giudice che si stanno occupando del processo a carico dei vertici di Green Hill, intende ricordare all’opinione pubblica, con un presidio pacifico e silenzioso, l’importanza di un processo senza precedenti nella battaglia di civiltà contro la vivisezione e chiedere Giustizia per i 3000 cani salvati con gli affidi ma ancor più per le migliaia e migliaia di cani venduti ai laboratori o soppressi perché “inutili” dall’azienda monteclarense in oltre 10 anni di attività!


GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL
PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI BRESCIA 
IL 12.11.2014 DALLE 9.00 ALLE 10.00 CIRCA





Un’idea per chi parteciperà: se volete, potete far stampare con pochissima spesa ( 1-2 euro su carta comune) una foto di un beagle di Green Hill libero e felice in formato A3 da portare e mostrare durante il presidio, magari aggiungendo con un pennarello il nome del cane o una piccola frase. Noi nel frattempo prepareremo uno striscione con la scritta “ GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL”. Sarà un presidio pacifico, senza megafoni o slogan, ma fermo e determinato.
Lo scopo del presidio è duplice: da un lato tenere alta l’attenzione su questo processo senza precedenti nella battaglia di civiltà contro la vivisezione e dall’altro ricordare a Green Hill (e alla Marshall, la multinazionale leader mondiale nella “produzione” di beagle da laboratorio) che, indipendentemente da come andrà il processo, con Montichiari e con l’Italia ha chiuso!
La volontà di migliaia di persone che, grazie alla campagna “Fermare Green Hill”, hanno lottato per un ideale così nobile ha reso possibile concretizzare un sogno: liberare e salvare quasi 3000 cani da indicibili torture! Un pensiero speciale, colmo di tristezza mista a rabbia per non averli potuti aiutare, va alle decine di migliaia di beagle di tutte le età “prodotti”, “consumati” e “smaltiti” come fossero rifiuti in oltre dieci anni da questa fabbrica di morte!
Vi aspettiamo mercoledì 12 novembre dalle ore 9.00 alle ore 10.00 circa al presidio “GIUSTIZIA PER I CANI DI GREEN HILL” che si terrà davanti al Tribunale di Brescia in occasione della prossima udienza ai 4 dirigenti di Green Hill. 
Vi ricordiamo inoltre che l’udienza è pubblica e che seguiremo e daremo conto di quanto accadrà attraverso il nostro blog e la nostra Pagina Facebook.
Basta vivisezione! Basta crudeltà!

VEG REVOLUTION - Le erbe di montagna

Ieri, 07.11.2014, a Castel Goffredo (MN) si è svolta un'interessantissima serata sulle erbe di montagna e sulle loro proprietà curative. Il relatore ha esposto con chiarezza e precisione molti aspetti sconosciuti ai più su erbe e piante di cui ignoriamo tutto. Attraverso la sapienza degli anziani dei nostri paesi e villaggi, tramandata nei secoli, Gli Amici della Natura di Saviore dell'Adamello hanno raccolto nozioni preziosissime di cui sui libri di scuola e nelle aule della scienza non vi è traccia. Viviamo in un'epoca in cui si è imposta prepotentemente la medicina basata sulla chimica e sulla farmaceutica che cura i sintomi delle malattie in modo standardizzato (e non è un caso visto i profitti che questo mercato è in grado di generare) mentre è stata abbandonata e spesso denigrata la medicina che si prende davvero cura della persona e delle sue criticità (che non sempre sono malattie ma bisogni e emozioni soffocati). Un ritorno al passato e la liberazione dalla schiavitù dei farmaci è la strada giusta da percorrere. Naturalmente non ci si deve improvvisare esperti perchè non tutte le erbe sono buone o fanno bene. Il buon senso è d'obbligo come in ogni cosa.
La serata è stata allietata da letture sulle erbe e da una buonissima tisana depurativa preparata "in diretta" con foglie di frassino, betulla e salvia raccolte in montagna.
Ringraziamo gli amici del Gruppo Veg Revolution per aver organizzato questo incontro e per l'ospitalità.














info su Teatro della Favela: https://www.facebook.com/teatro.dellafavela



nella foto, Italo Bigioli di Amici della Natura Saviore dell'Adamello con le foglie della tisana (frassino, betulla e salvia)


Prossimo appuntamento con la Veg Revolution: 
22.11.2014 a Castiglione delle Stiviere (MN) ore 16.30 con un laboratorio di cucina vegan su zuppa, ribollita e erbe aromatiche (info nell'allegato programma).